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Omicron è l’inizio della fine della pandemia? Yascha Mounk ne è certo

Da cosa è possibile intuire che da un punto di vista sociale Omicron sia l’inizio della fine della pandemia: i segnali li elenca un autore di bestseller

Il politologo ed autore Yascha Mounk

Ma la variante Omicron è davvero da considerarsi l’inizio della fine della pandemia? Il politologo ed autore del bestseller “Popolo vs Democrazia” Yascha Mounk ne è certo e dal suo buen retiro in Toscana dove ha trascorso il Capodanno lo ha confermato al Corriere della Sera.

La frase chiave era quella per cui, sulla rivista The Atlantic Mounk aveva detto che “stiamo per sperimentare la fine della pandemia come fenomeno sociale”. 

L’inizio della fine della pandemia è arrivato, almeno secondo quel che fanno le società

E il politologo ritiene che almeno da un punto di vista sociale la tesi sia assolutamente veritiera e da ribadire. Dove lo ha detto e sulla scorta di quale prospettiva di analisi? In un articolo intitolato “Omicron segna l’inizio della fine” Mounk aveva notato che qualcosa è cambiato nel nostro approccio al virus.

Cosa? Chi è vaccinato non accetta più l’idea di reclusioni ed accetta la possibilità che convivere precauzionalmente con il virus comporti rischi minori del bisogno di libertà

Come i governi combattono Omicron, ecco il segnale dell’inizio della fine della pandemia

Ecco perché i governi e la politica sono più in scia alla logica dell’adattamento che a quella della lotta senza quartiere alla curva dei contagi. Ha detto Mounk: “Anche se Omicron dovesse essere più pericolosa di quanto speriamo e anche se varianti future dovessero essere più gravi, sceglieremo di tornare ad una nuova normalità e non al lockdown: non smetteremo di vedere gli amici, di andare a cena fuori”.

E ancora: “In questo senso che penso che il 2022 probabilmente porterà la fine della pandemia. I nostri antenati hanno vissuto in contesti in cui i rischi per la loro vita ogni giorno erano enormemente superiori a quelli che affrontiamo noi, anche ora nel picco di Omicron”. 

Le scelte radicali del 2020 “un’eccezione della Storia”, ora con Omicron è arrivato l’inizio della fine della pandemia

Ha spiegato poi Mounk: “Eppure sceglievano di uscire e interagire: è un bisogno degli esseri umani. Quel che eroicamente abbiamo scelto nella primavera 2020 sarà sempre l’eccezione nella Storia. Ora possiamo sperare di tornare a una nuova normalità che sia sicura quanto lo era alcuni anni fa o possiamo temere una nuova normalità in cui i rischi associati al vivere la nostra vita continuino ad essere elevati; ma in ogni caso stiamo cominciando a rientrare in una sorta di normalità in cui il bisogno di vita sociale ha la precedenza sulla paura del contagio”. E il preambolo di Mounk alla sua intervista funziona bene anche come chiosa: “L’Italia è diventato un Paese di persone che seguono le regole, contrariamente alla sua reputazione”. 

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