×

Omicron, Vaia “Positivi liberi senza test dopo 5 giorni”

Secondo Vaia con Omicron "Il futuro è nel potenziamento e nell'applicazione di protocolli domiciliari sempre più performanti"

Francesco Vaia su Omicron

Ora che Omicron sembra essere prevalente nel nostro paese e il picco dei contagi si avvicina, il Professor Francesco Vaia dello Spallanzani sottolinea come al mutare del virus occorra rivedere i criteri delle precedenti decisioni, magari seguendo il modello degli Stati Uniti

Omicron, l’intervista a Francesco Vaia

In questo momento nel nostro paese si assiste a una duplice narrazione della pandemia che sta confondendo le idee anche al cittadino dotato delle sue più granitiche convinzioni. Da un lato quella che descrive scenari apocalittici con ospedali al collasso e dall’altra chi già vede oltre il picco della variante Omicron e chiede di rivedere molte misure adottate prima del suo arrivo, quando a prevalere era la ben più temibile Delta.

In un’interessante intervista a tutto campo su Libero Quotidiano, il Professor Francesco Vaia -direttore dell’Istituto per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma –  restituisce la lucida fotografia dell’attuale situazione. 

Pur non tirandosi mai indietro anche di fronte a domande scomode infatti, durante tutto il periodo della pandemia il Professore è stato uno dei pochi esperti che ha evitato sterili polemiche o dichiarazioni non suffragate da dati più che consolidati.

Omicron, perchè secondo Vaia ha un minor impatto clinico di Delta

Per questo è sempre molto interessante seguire il suo punto di vista riguardo le svariate questioni che pone la mutazione del virus. Ad esempio, su quella del minore impatto di Omicron rispetto alla variante Delta, in termini di ospedalizzazione.  Dovuta solo alla variazione del virus o al massiccio impiego dei vaccini come sostengono alcuni? “Questione di lana caprina, chi può dirlo con assoluta certezza? Razionalmente credo che sia una felice sintesi della profilassi di massa e della replicazione del virus, che per sopravvivere morde meno”.

Omicron, Vaia: “Seguire il modello degli Stati Uniti”

Riguardo la necessità di rivedere i giorni e i criteri della quarantena ora che Omicron sembra ormai essere la variante dominante nel paese, Vaia suggerisce di seguire il modello degli Stati Uniti:

“Per quanto riguarda l’isolamento dei contagiati, bisogna consentire ai vaccinati con terza dose o con seconda da meno di quattro mesi di uscire di casa dopo cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi, se stanno bene, e senza necessità di negativizzarsi con un tampone. Per quanto riguarda i non vaccinati o i vaccinati da oltre 120 giorni, l’isolamento andrebbe ridotto dagli attuali dieci a cinque giorni”

Omicron, Vaia: “Ormai bollettino contagi litania depressiva”

Per quanto riguarda l’altro tema ampiamente dibattuto del bollettino dei contagi, anche per il Professore dello Spallanzani si tratta di una “litania depressiva della quale le persone non hanno bisogno”.  Considerato l’alto numero dei contagi ormai il problema “è avere informazioni su quanto il Covid influisca sulla tenuta dei sistemi sanitari e sulla possibilità di curare le persone”.

Omicron, Vaia: “Potenziare medicina sul territorio”

Pur insistendo sull’importanza dei vaccini “Se la vaccinazione continuerà, che quanto alla diffusione del Covid potremmo festeggiare una primavera anticipata” secondo Vaia, chiamato a dire la sua sul reale impatto della pandemia negli ospedali in questo momento, è importante concentrarsi sulla medicina del territorio e dell’assistenza domiciliare: “Quando si dice che gli ospedali sono pieni e si riempiranno ancora di più, si tradisce una visione ospedalo-centrica e poco attenta al territorio. Abbiamo fatto studi importanti per portare terapie innovative a casa delle persone, è ora di potenziare la medicina sul territorio, questo è il vero insegnamento dell’epidemia”.

Contents.media
Ultima ora