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Open Arms, com’è andata la nuova udienza di Matteo Salvini a Palermo?

Tutti i veleni d'aula sulla vicenda Open Arms, ecco com’è andata la nuova udienza di Matteo Salvini a Palermo nel giorno delle testimonianze chiave

Matteo Salvini in aula bunker a Palermo

Il processo per la vicenda Open Arms torna in aula, com’è andata la nuova udienza di Matteo Salvini a Palermo? Il leader della Lega è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio da ministro e oggi è stato presente in aula durante una fase del dibattimento molto concitata.

Da ministro dell’Interno Salvini impedì lo sbarco di un gruppo di 147 migranti soccorsi dalla nave della Ong spagnola ed oggi è stata la volta delle escussioni testimoniali chiave per qualificare o non far matrare la prova sul reato. Nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo e dopo la consueta “foto social di ordinanza” di Salvini si alternano le testimonianze di diversi testi e tra accusa e difesa ci sono state scintille e addirittura una interruzione della seduta che ha preceduto un secondo stop ma di ordine tecnico. 

Nuova udienza di Matteo Salvini a Palermo

Ha reso testimonianza Katia Di Natale, una specializzanda in medicina che nel 2019 salì a bordo della Open arms. E ha detto: “Abbiamo valutato solo alcuni casi, lesioni cutanee, parassitosi, infezioni. Ricordo che c’erano dei segni di scabbia, una donna aveva ustioni pregresse, poi alcuni avevano delle ferite da arma da fuoco. I bagni chimici sulla nave erano due e i migranti 147. La quasi totalità stava sul ponte, lì dormivano, mangiavano, non potevano andare nei bagni e usavano quello spazio per le loro funzioni fisiologiche“. 

Scontro durissimo fra il Pm e Bongiorno

Ha fatto seguito il direttore del Servizio Immigrazione del ministero dell’Interno Fabrizio Mancini, la cui escussione ha innescato un botta e risposta tra accusa e difesa. Il Pm Ferrara ha contestato le contraddizioni del teste e Giulia Bongiorno che difende Salvini ha “contestato” al Pm di essere troppo aggressivo. La Lega ha addirittura diffuso una nota ufficiale: “Mentre Mancini stava riferendo che sia prima che dopo il caso Open Arms c’erano stati episodi simili, il pm ha provato a interromperlo con toni aggressivi.

Bongiorno è quindi intervenuta per permettere al teste di concludere la risposta, da lì si è innescato un botta e risposta e la seduta è stata interrotta. Non si possono usare questi toni aggressivi nei confronti di un testimone”.

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