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Open Arms, Salvini presenta memoria difensiva

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Palermo, 16 apr. (Adnkronos) – Nell'estate del 2019, l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini sui migranti seguiva "un preciso indirizzo del Governo Conte 1", adottando "una politica migratoria promossa in sede europea". Non solo. "L'obbligo dell'indicazione del pos" cioè del porto sicuro "non gravava sul Viminale", mentre "l'obbligo di coordinamento" sulla nave della on spagnola Open Arms, con a bordo 147 migranti, "gravava sullo Stato bandiera".

Sono soltanto alcuni passaggi della lunga memoria, oltre 110 pagine, depositata dalla difesa del leader della Lega all'udienza preliminare di Palermo che si dovrebbe concludere domani, con la decisione del gup Lorenzo Jannelli, di non luogo a procedere o di rinvio a giudizio per Salvini. L'ex ministro dell'Interno è accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio, per “aver tenuto in mezzo al mare, per sei giorni, 147 migranti salvati dall’Ong Open Arms, nell’agosto 2019".

Domani sono attesi in aula il Procuratore capo, Francesco Lo Voi, l'aggiunto Marzia Sabella e il sostituto Geri Ferrara, che sono sempre stati presenti alle udienze tenute finora. Nella memoria, firmata direttamente dall'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, parla dello scambio di lettere, non senza polemica, tra l'ex premier Giuseppe Conte, affermando che "all'epoca c'erano forti tensioni" con il governo, tanto è vero che poche settimane dopo avvenne il 'divorzio' tra la Lega e il M5S.

Se la prende anche con il tribunale dei ministri che avrebbero fatto delle "conclusioni erronee" nella relazione finale. "La procedura dello sbarco dei minori era corretta", spiega ancora Salvini. E spiega con forza che "la condotta contestata allo scrivente si inserisce nell'ambito di una precisa scelta di politica governativa promossa e attuata in modo collegiale".

Per l’accusa, invece, non c’è dubbio, Matteo Salvini va processato, anche alla luce delle testimonianze degli altri componenti di governo nel caso Gregoretti discusso a Catania e acquisito agli atti anche nell’udienza preliminare di fronte al gup Lorenzo Jannelli. “Non c’era alcuna condivisione, la decisione era esclusivamente del ministro dell’Interno, il quale come dicono i testi, la prendeva e ne portava a conoscenza, come dice Luigi Di Maio, generalmente con un tweet o altre forme di pubblicazione solo successivamente gli altri componenti del governo”, ha detto il Procuratore Lo Voi alla scorsa udienza.


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