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Operazione Omicron, ecco come i banchieri vorrebbero evitare il Quirinale a Draghi

Operazione Omicron, ecco come i banchieri vorrebbero evitare il Quirinale a Draghi e garantire che la gestione dei miliardi abbia il pilota giusto

Il premier Mario Draghi

Secondo una specie di linea convergente di editoriali ed analisi di molti fra i maggiori quotidiani italiani è scattata una sorta di “Operazione Omicron” con cui i banchieri vorrebbero evitare il Quirinale a Mario Draghi. Che cosa significa? Che l’arrivo della nuova variante ed il rinnovato senso di sfiducia economica che la sua minaccia contiene incrementano la mistica del premier “solo al comando” e blindano il Pnrr come necessità assoluta.

Perciò tengono  o dovrebbero tenere in auspicio Draghi lontano da un Colle con la torretta da cui non potrebbe “governare” il più grande piano economico per l’Italia dai tempi del Piano Marshall. 

Operazione Omicron, perché Draghi non deve andare al Quirinale: di mezzo c’è il Pnrr

Insomma, economia e finanza (ed editori che di economia e finanza sono parte) temono che Draghi “scappi” dal Palazzo Chigi proprio quando il Pnrr sta per diventare linfa vera e non più totem benefico ma ancora irrealizzato, irrealizzato e difficoltoso.

Perciò la variante Omicron diventa suo malgrado una specie di “richiamo al dovere” che incentiva non solo scopi sanitari, ma anche mire economiche. Mario Draghi deve restare premier fino al 2023 insomma, e non “surrogare” Sergio Mattarella, che farebbe bene a considerare un mandato bis o a lasciare il posto a successori totem come Silvio Berlusconi, che a finanza e banchieri proprio sgradito sgradito non lo è mai stato

Perché Draghi non deve andare al Quirinale, ecco chi scrive dell’operazione Omicron

Si, ma chi lo dice? Innanzitutto Maurizio Molinari su Repubblica in un editoriale dal titolo “Il voto sul Colle e la doppia emergenza”. Il sunto? Bene Draghi finora ma benissimo Draghi in futuro, perché c’è un nuovo nemico virale e perché va completato un “Piano nazionale di ricostruzione e resilienza che minaccia di rallentare prima ancora di iniziare“. Il messaggio ai partiti è chiaro: cautela con il voto al Quirinale e calmini tutti sulla mistica del premier che si fa Capo di Stato ché il premier sta bene dove sta

Mario Draghi al Quirinale? No grazie: le due opzioni dell’operazione Omicron

In linea La Stampa, con Marcello Sorgi che titola: “Se il virus apre al bis di Mattarella“, tutto nel nome di una “stabilizzazione resa necessaria dal possibile aggravarsi di una situazione a tutt’oggi eccezionale, e che non riguarda solo l’Italia”. Il Giornale si accoda ma in salsa quirinalizia Cav, cioè parte dallo stesso principio di un Draghi “conducator studiato” inamovibile da Palazzo Chigi ma per il Quirinale non vede un Mattarella bis, piuttosto un “Silvio fra i corazzieri”, con la chiosa di Minzolini che disegna e paventa un quadro in cui un Draghi al Colle passerebbe “dell’eroe in disertore”. D’Altronde in tempo non sospetti lo aveva ribadito anche Romano Prodi: “Draghi deve scegliere fra autorità e potere“.

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