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Opzione Tutti, cos’è: in pensione con il contributivo ma con un taglio del 13%

Asse Draghi-sindacati impegnata sull'Opzione Tutti: si discute per una pensione anticipata per tutti calcolata sul metodo contributivo

pensione anticipata

Nuovo possibile scenario per quanto riguarda la pensione: lasciare il lavoro in anticipo in cambio di un assegno calcolato con il contributivo, a dispetto di una diminuzione dell’importo d’assegno.

Opzione Tutti, cosa cambierebbe nella pensione

Nel pomeriggio di oggi – martedì 16 novembre – il premier Draghi incontrerà i sindacati per discutere della proposta Opzione Tutti: con questa formula si potrebbe andare in pensione quando si vuole ma prendendo quanto versato.

Il pensionamento scatterebbe da un’età minima di 62 o 63 anni, con estensione a tutti i lavoratori della possibilità di lasciare il lavoro anticipatamente in cambio di un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo.

Pensione, Opzione Tutti: a quanto ammonta il taglio

Come anticipato, grazie a questa ipotesi sarebbe possibile restare a casa prima e vedersi calcolato l’assegno pensionistico in base al sistema contributivo: prendo quanto versato. La condizione però è che si accetti un taglio dell’importo all’assegno che si stanzierebbe, in media, intorno al 13%.

Grazie a questo meccanismo lo Stato avrebbe un risparmio previdenziale nel medio-lungo periodo, dovuto al calcolo meno favorevole degli assegni. Proprio per questo sono in molti a sostenere che l’unione dei Sindacati non accetterà questa proposta.

Pensione, Opzione Tutti ma soprattutto Quota 102

Mentre si discute dell’Opzione Tutti, ciò che è certo è il superamento di Quota 100 e il passaggio a Quota 102 nel giro di un anno.

Con questa manovra si assicura una pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi, la proroga dell’Ape sociale allargata e l’Opzione donna: un insieme di misure che consentiranno a 55mila persone di uscire prima dal lavoro nel 2022.

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