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Ora legale da domenica 27 marzo 2022: quando spostare le lancette

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022 tornerà l'ora legale in Italia: quando spostare gli orologi, quanto si risparmia e perché si parla di abolizione?

ora legale quanto si risparmia

Torna l’ora legale in Italia, con le lancette dell’orologio che nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022 si sposteranno avanti di un’ora. Il cambio dell’ora comporterà, fino a domenica 30 ottobre quando tornerà quella solare, di godere di un’ora di luce naturale in più e quindi di risparmiare energia ed emettere meno anidride carbonica in atmosfera.

Ora legale da domenica 27 marzo

Utilizzata per la prima volta nel 1916 e oggetto di numerose abolizioni e riconferme, l’ora legale è stata definitivamente adottata dal nostro paese a partire dal 1966 in un periodo in cui il fabbisogno energetico aumentava di continuo. Alle 2 di notte occorrerà dunque spostare manualmente le lancette degli orologi/delle sveglie mentre, per molti dispositivi elettronici come smartphone, pc e tablet l’aggiornamento avverrà in modo automatico.

Ora legale: quanto si risparmia?

La società che gestisce la rete di trasmissione nazionale ha stimato che nei 7 mesi in cui sarà in vigore l’ora legale l’Italia risparmierà oltre 190 milioni di euro grazie ad un minor consumo di energia elettrica. Spostando in avanti le lancette di un’ora si ritarda infatti l’uso della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento e ciò consentirà di utilizzare circa 420 milioni di kilowattora in meno e di ridurre di 200 mila tonnellate le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Dal 2004 al 2021, secondo l’analisi della società, l’Italia ha consumato complessivamente circa 10,5 miliardi di kWh in meno e risparmiato oltre 1,8 miliardi di euro.

Ora legale da domenica 27 marzo: perché potrebbe essere abolita?

Il cambio dell’ora, introdotto nell’Unione Europea nel secolo scorso, non è però più un’esigenza condivisa da tutti i paesi membri. Diversi stati, soprattutto quelli del Nord Europa, stanno infatti premendo per la sua abolizione perché beneficiano meno della luce solare e quindi del risparmio.

Dopo un referendum internazionale online in cui l’84% dei votanti europei si è detto favorevole a porre fine al cambio di orario, nel 2018 l’europarlamento ha approvato la proposta di abolire l’ora legale. L’Unione europea ha dunque invitato tutti gli Stati membri a decidere la propria posizione.

L’Italia è contraria all’abolizione e, nel 2019, l’allora premier Giuseppe Conte ha depositato a Bruxelles una richiesta formale di mantenere il cambio dell’ora. Se però l’UE emanasse una direttiva per uniformare l’orario unico in tutta Europa, il 2022 potrebbe essere l’ultimo anno di ora legale.

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