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L’Orso Ciro, l’orsacchiotto “napoletano” della Giochi Preziosi

L’Orso Ciro era un orsacchiotto di pelouche capace di parlare e cantare in napoletano. Spopolava nel Sud Italia fino ad una decina di anni fa, divertendo i bambini dai 4 ai 12 anni.

Giocattolo di Giochi Preziosi
Il pelouche

L’Orso Ciro era un morbido orsacchiotto parlante della Giochi Preziosi, che aveva la caratteristica di parlare in dialetto napoletano – lo stesso nome “Ciro” è noto per essere un nome molto diffuso nella città partenopea e nella zona limitrofe –. Fino ad una decina di anni fa andava molto in voga nel Sud Italia, per i bambini tra i 4 ai 12 anni. La tecnologia unità alle tenerezza di un orsacchiotto di pelouche e all’insegnamento di uno dei dialetti italiani più noti. Ciro era altro 43 centimetri, di colore beige, capelli arruffati e muso bianco; aveva un sorriso tenero con il quale sembrava voler dire “Portami con te” o “Coccolami”, un colletto bianco e una cravatta blu, azzurra o verde, che richiamava il cielo e il mare di Napoli, e un sole.

La bocca era sempre semi-aperta, perché appunto apparteneva ad un orso parlante. Costava circa 50 euro: non poco, ma ne valeva la pena, perché faceva ridire o perlomeno sorridere grandi e piccini.

Il pelouche

Come far parlare Ciro e le frasi che diceva

Ciro l'orsacchiotto napoletano

Per far parlare l’Orso Ciro, bastava o premere sul musetto, sulle zampe o sul pancione. Ben 150 erano le frasi che era in grado di dire, poteva per esempio domandare: “Te piace a pizza?”, “A me piace, ma pure due o tre pugni in faccia non mi dispiacerebbero” – che napoletano sarebbe senza il riferimento alla tipica pietanza? –. Ma anche frasi in italiano come “Sono forte, eh?” o “Dammi un bacio”. Ancora, poteva dire: “Aue babà! gardà accà quanta caccà!”; “Uè, ti esco il pesce!”; “Nu babà, nù babà”; “Uè, guagliò!”; poteva cantare“Te voglio bene assaie, ma tanto tanto bene sai” – come dice la celeberrima e struggente canzone “Caruso” di Lucio Dalla -; “Gigi D’Alessio è rock”; “Nino D’Angelo è punk”, oppure si lamentava dell’immondizia e gli piaceva non fare nulla, fare festa, e ovviamente era tifoso del Napoli.

Il ricordo

Naturalmente l’Orso Ciro “sapeva”anche muoversi, addirittura ballare, anche cantare – come abbiamo visto con il verso della canzone “Caruso” e in qualche versione era anche munito di mandolino, strumento tipico napoletano. Sono nati anche dei gadget dedicati a questo giocattolo della Giochi Preziosi, per esempio dei simpaticissimi portachiavi, che forse qualcuno possiederà ancora in ricordo di uno spensierato passato, quando pensava a giocare, ma gli veniva insegnato, divertendosi il dialetto napoletano.


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