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Oscar 2018, miglior film è “La forma dell’acqua”

La maggior vittoria agli Oscar 2018 è stara quella de “La forma dell’acqua” di Guillermo De Toro: miglior film e regista. Bene anche per l’Italia.

Il regista Guillermo De Toro

Sono stati assegnati i Premi Oscar 2018. Quello più ambito, per il miglior film e miglior regista, è andato a “The Shape of Water – La forma dell’acqua, del messicano Guillermo De Toro. Con quella che è stata definita una favola politica, che ha come protagonista una creatura anfibia capace di trasformarsi in Dio a seconda di chi la guarda, ha vinto pure altre tre statuette, dopo essersi aggiudicato ben 13 nomination.

Il film “Chiamami col tuo nome” del regista italiano Luca Guadagnino, dedicato all’amore gay, ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, andato a James Ivory, che con i suoi 89 anni è il più anziano sceneggiatore ad essersi aggiudicato il premio di categoria per la sua trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Andrè Aciman.

Il discorso del vincitore

Guillermo De Toro ha commentato commosso la vittoria per “La forma dell’acqua”, citando i grandi registi Steven Spielberg ed il tedesco Douglas Sirk e l’attore James Cagney, e ha dedicato il suo Oscar ai giovani registi “Perchè credano che con fantasy si possa raccontare la realtà”, proprio com’è riuscito a fare lui così brillantemente.

Il discorso

Con un richiamo al fatto di essere un immigrato messicano negli Stati Uniti come immigrati sono i personaggi del film, Selma e Gael, ha sottolineato l’importanza di “cancellare le linee nella sabbia, nonostante il mondo ci dica di tracciarle più a fondo” e si è detto “felice che qualcuno abbia creduto alla storia d’amore tra un uomo anfibio e una donna muta”. E sempre in riferimento alla sua storia personale ha affermato “Da ragazzino in Messico – e qui possiamo ricordare la quantomai controversa idea di Trump di far costruire un muro al confine con il Messico per impedire che immigrati irregolari non arrivino negli Stati Uniti – non avrei mai pensato di farcela e invece eccomi qua”. Per il film anche l’Oscar per la migliore colonna sonora.

Le parole di James Ivory

Lo sceneggiatore di “Chiamami col tuo nome” – che racconta il dramma di un 17enne italo-americano, Elio, il quale si scopre omosessuale e s’innamora ricambiato di un bellissimo studente americano 24enne, Oliver, arrivato in Italia per una vacanza-studio per completare la sua tesi di dottorato con l’aiuto del padre di Elio, docente universitario di Archeologia – ha ringraziato Luca Guadagnino “per la sua sensibilità di regista”.

James Ivory

Il film aveva ricevuto 4 nomination – tra cui quella come miglior attore al 22enne americano di origine francese Timothée Chalamet, che interpreta Elio – e l’Oscar alla miglior sceneggiatura era quello più probabile.

Gli altri vincitori

Il premio come miglior attore è andato a Gary Oldman, che ha interpretato Winston Churchill nel film L’ora più buia, dedicato proprio al grande primo ministro britannico; quello di miglior attrice protagonista a Frances McDormand per la sua interpretazione in Tre manifesti a Ebbing, Missouri; Kobe Bryant è stato giudicato autore del miglior cortometraggio di animazione – tratto da una sua originale “lettera al basket”- ed il film Icarus, sul caso doping in Russia, ha conquistato l’Oscar per il miglior documentario.

Vincitori

Inoltre Sam Rockwell ha vinto un Academy Award come miglior attore non protagonista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, ed Allison Janney come miglior attrice non protagonista di Tonya, sulla pattinatrice Tonya Harding.

Statuetta per il miglior make-up ne L’ora più buia a Kazuiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick; per i migliori costumi a Mark Bridges per il “Il filo nascosto”, con Daniel Day-Lewis come protagonista nei panni del sarto Raynolds Woodcock, mentre tre premi tecnici sono andati a Dunkirk di Chris Nolan: per il miglior montaggio sonoro ad Alex Gibson e Richard King, per il suono a Gregg Landaker, Gary A. Rizzo e Mark Weingarten, e per il miglior montaggio a Lee Smith.

Infine premio per la miglior scenografia a Paul Denham Austerberry e agli arredatori Shane Vieau e Jeffrey A. Melvin per “La forma dell’acqua”. Niente invece per l’arredatrice italiana Alessandra Querzola, nomination per Blade Runner 2049.


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