Ospedale psichiatrico di Blackwell: i dieci giorni di Nellie Bly
Ospedale psichiatrico di Blackwell: i dieci giorni di Nellie Bly
Viaggi

Ospedale psichiatrico di Blackwell: i dieci giorni di Nellie Bly

abbandonati
Nellie Bly

La giornalista Nellie Bly fu rinchiusa nell’ospedale psichiatrico di Blackwell, quando la sua identità venne rivelata i sanitari rimasero scioccati

Indubbiamente mettere la propria esistenza e sicurezza in gioco per riuscire ad affermarsi professionalmente non è da tutti, ma esistono altri individui che non arretrano dinanzi a nulla e decidono di dedicare la propria vita alla carriera.
Elizabeth Cochran è stata dunque una di quelle tante donne disposte a sacrificarsi per svolgere nella maniera più adeguata la sua professione, così narra Bill Demain su “Meental Floss”.

La vita di Elizabeth Cochran

Elizabeth era una donna del tutto particolare, in altre parole: all’avanguardia. Alla giovane età di 18 anni, decise di tentare la sorte ed inviò una risposta coraggiosa ad un articolo del giornale “The Pittsburgh Dispatch”. A quell’epoca il Cancelliere affermava, con profonda convinzione, che le donne dovessero per forza di cosa rimanere a casa per occuparsi solamente delle faccende domestiche: cucinare, pulire ed educare i figli. Ogni altro compito non spettava loro, ma dovevano essere i mariti ad occuparsene.
La risposta che Elizabeth Cochran inviò attirò l’attenzione persino dell’editore del mezzo di informazione, che puntualmente le offrì un’opportunità di lavoro.

Operando come giornalista, d’ora in poi lavorerà con lo pseudonimo di Nellie Bly.
Diventò subito una giornalista molto coraggiosa e uno dei suoi più celebri pezzi fu su di una struttura psichiatrica che sorgeva lì vicino.
abbandonati

Il camuffamento più importante della carriera di Nellie Bly

Nel 1887 le fu chiesto di fingersi malata psichiatrica e di farsi ammettere in un ospedale psichiatrico, il Blackwell, tutto questo con l’obiettivo di condurre una meticolosa indagine delle sue condizioni interne. Il procedimento durò abbastanza, ma la donna riuscì ad ingannare i sanitari fingendosi malata convincendoli in tal modo a ricoverarla nella suddetta struttura. Nonostante tutto questo, Nellie Bly non era del tutto preparata a vedere ciò che avviene nell’ospedale psichiatrico.
Tanti sono i luoghi abbandonati, che spesso nascondono delle scomode verità.
La struttura psichiatrica era al collasso: aveva due volte più pazienti della normale capienza; il cibo era pessimo, senza nessun apporto di nutrienti e sovente ammuffito e scaduto.
È bene ricordare inoltre che i pazienti venivano picchiati e abusati, tutto questo era qualcosa di orribile, che nessun essere umano dovrebbe mai sperimentare nella propria esistenza.

Taluni pazienti erano appesi al soffitto oppure costretti ad immergersi nell’acqua gelida.
abbandonati

La descrizione delle pessime condizioni di vita nell’ospedale psichiatrico

Una volta che una persona era stata internata nel manicomio, per nessuna ragione al mondo era possibile convincere gli infermieri e i medici di non essere pazzi. Il terribile trattamento che i pazienti ricevevano era più che sufficiente a far perdere loro la testa. La sofferenza all’interno dell’ospedale psichiatrico era una consuetudine.
Molti affermavano che la struttura psichiatrica dell’isola di Blackwell era in realtà una trappola per gli esseri umani: era molto facile entrarvi, ma quasi impossibile uscirvi.
La giornalista si fidava ciecamente del suo editore, che le promise di farla uscire dopo una decina di giorni, lei però ignorava il modo in cui effettivamente sarebbe riuscito a fare tale cosa.
Ad ogni modo, dieci giorni dopo, un legale andò nella struttura psichiatrica e Nellie venne rilasciata; la giornalista iniziò a scrivere un pezzo intitolato “Dieci giorni in manicomio”.

Tutto questo rese noto al pubblico il trattamento infame e crudele inflitto ai malati e, per fortuna, vennero adottati seri provvedimenti che migliorarono la situazione.
La donna passò dieci giorni terribili e in molti furono colpiti dal fatto che la giornalista avesse deciso di mettersi volontariamente di persona in questa situazione. Questo la portò a far migliorare l’esistenza di tanti pazienti!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche