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Pakistan, stupra 12enne: il fratello della vittima deve stuprare sua sorella

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Il consiglio degli anziani di un villaggio in Pakistan ordina che il fratello di una 12enne vittima di stupro, violenti la sorella 17enne dello stupratore. Il precedente di Muktar Mai.

La vicenda

Vittima

Una storia rivoltante arriva dal Pakistan meridionale e precisamente da Muzaffarabad, un sobborgo della città di Multan: un 16enne ha violentato una ragazzina di 12 anni e il consiglio degli anziani del villaggio (panchayat o jirga) ha ordinato, per la legge del taglione su cui si basa la shar’ia, la legge islamica, che il giorno successivo il fratello 20enne della vittima violentasse la sorella del colpevole, 17 anni. Le due famiglie sono imparentate tra di loro: il padre del primo stupratore e fratello del nonno del secondo, quindi le vittime sono cugine.

Le proteste delle madri delle ragazze e delle ragazze stesse non sono servite a nulla, anzi, sembra che gli anziani abbiano fatto loro minacce armate. In seguito, su richiesta delle donne delle due famiglie, le due vittime di abusi sessuali sono state visitate dai medici del Centro contro la violenza alle donne di Multan e gli stupri sono stati confermati, ha detto alla CNN il direttore della struttura, Salman Sufi.

Questa volta sono state fatte denunce alle autorità nazionali e sono state arrestate quasi 30 persone, che in tutta risposta si sono discolpate dicendo che le due famiglie erano d’accordo – intendendo gli uomini, che hanno assistito alla violenza ai danni della sorella dello stupratore –. Non è affatto la prima volta che il governo pakistano lascia “risolvere” così ai consigli locali degli anziani i contenziosi e le cosiddette “questioni d’onore” tra famiglie, in particolare se riguardano le donne: è così che vengono ordinati stupri per vendetta, matrimoni forzati, lapidazioni ed altre punizioni ancora nei loro confronti.

Il caso di Mukhtar Mai

Attivista per i diritti delle donne

Celebre è il caso di stupro di gruppo subito per vendetta nel 2002 e denunciato anche in alcuni libri da Mukhtaran Bibi, più conosciuta con il soprannome di Mukhtar Mai, diventata poi attivista per i diritti delle donne: suo fratello minore fu accusato falsamente di molestie nei confronti di una ragazza di una casta superiore e Mukhtaran/Mukhtar venne violentata. I suoi aggressori, da lei portati in tribunale, furono tuttavia graziati: molte altre donne nella stessa situazione che non riescono ad ottenere giustizia, non reggono alla vergogna dello stupro di fronte alla società e si suicidano. A Mukhtar spettò un risarcimento di 8.300 dollari – corrispondenti a circa 500.000 rupie – , che lei ha speso per aprire due scuole femminili – e sappiamo anche dalla vicenda di Malala Yousafzai quanto ciò sia importante in Pakistan – e proprio nel suo villaggio il primo centro per rifugiati, che porta il suo nome: Mukhtar Mai Women’s Welfare Organization.

Il suo primo libro, “In The Name of Hounour: a Memoir”, uscì in Italia con il titolo “Disonorata dalla legge degli uomini”, edito da Cairo nel 2006.


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