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Pakistano fa causa alla CIA

Kareem Khan perse il figlio e il fratello in uno dei raid statunitensi effettuati con l’aiuto dei Droni, robot con limitate capacità decisionali che possono essere comandati a distanza. Il suo avvocato, Mirza Shahzad Akbar, chiede ora un risarcimento di 500 milioni di rupie alla CIA. In particolare, l’azione legale è stata avviata contro il segretario americano alla difesa, Robert Gates, e il direttore della Cia, Leon Panetta. L’avvocato ha anche annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte Internazionale di Giustizia.

Questa azione ha come obiettivo anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti dei numerosi attacchi compiuti dai droni americani sulle zone tribali pakistane al confine dell’Afghanistan; attacchi intensificati da settembre, e che causano soprattutto vittime civili.
Kareem Khan spiega che “questi attacchi sono condotti senza reali informazioni sui sospetti da eliminare, e dal 2004 solo pochi terroristi sono stati uccisi in queste operazioni, mentre il numero di vittime civili è molto più alto di quello reso noto”.
I suoi familiari vennero uccisi lo scorso 31 dicembre da un razzo lanciato in una delle tante operazioni militari segrete effettuate nel nord ovest del paese.

La Casa Bianca non ha mai ammesso ufficialmente l’uso dei droni contro sospetti terroristi, ma questi attacchi stanno diventando sempre più una causa di risentimento popolare contro gli USA, e anche il Pakistan le considera una violazione della propria sovranità nazionale.

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