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Palazzina crollata a Torino, il padre di Aron: “Lì non funzionava nulla, ora vogliamo giustizia”

Il papà di Aron, il bambino morto sotto le macerie, si sfoga per l'accaduto e fa appello alla giustizia: "Non funzionava nulla e c'era puzza di gas".

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Strade distrutte, ponti mai sistemati e palazzi che cadono a pezzi tappezzano la cronaca nostrana di episodi sgradevoli, in cui rabbia e tristezza rappresentano il filo conduttore di una piaga che non si arresta. Lo testimonia quanto successo nel capoluogo piemontese: la palazzina crollata a Torino ha causato la morte di Aron, un bambino di soli 4 anni.

Il padre ora si sfoga, esprime il dolore per quanto successo e chiede giustizia.

Palazzina crollata a Torino, la rabbia del papà di Aron

Non si placa il dolore per quanto successo a Torino. In seguito al crollo della palazzina in cui viveva, il padre di Aron, Genci Tila, è stato trasportato in ospedale per accertamenti. L’uomo è stato dimesso nella mattinata di mercoledì 25 agosto.

Il quarantenne di origine albanese si trovava fuori dall’edificio a due piani in zona Madonna di Campagna mentre i Vigili del Fuoco procedevano con le ricerche del bambino (e degli altri residenti) schiacciati dalle macerie.

Per lo choc è stato portato al Maria Vittoria. Al suo fianco ora c’è Cupi Qemal, cugino di sua moglie Nertila Tila, la mamma di Aron, ancora ricoverata al Cto.

Palazzina crollata a Torino, l’appello della famiglia di Aron

Aveva sentito l’odore di gas. Però non è scoppiata la loro bombola, ma quella giù sotto. È scoppiata giù sotto. Loro venivano da Napoli, erano qui a Torino per iniziare una nuova vita.

Il papà di Aron aveva già un lavoro pronto con una ditta come operaio, ieri era andato per iniziare”. Così ha raccontato il cugino della mamma di Aron.

Quindi ha aggiunto:Per fortuna gli altri due bimbi non erano con loro. Li ha presi a casa sua un parente con altri due figli quella sera”.

Quell’appartamento era troppo piccolo, fa sapere Cupi Qemal. Per questo motivo, “dovevano trovare altra casa, là dentro non funzionava niente.

Oggi avevano appuntamento con l’agenzia“.

Poi l’appello:Vogliamo giustizia e un aiuto per fare i documenti e le varie cose. Dobbiamo portare la bara in Albania.

Palazzina crollata a Torino, il dolore del padre di Aron e le condizioni della madre

Al dolore di Genci Tila si aggiunge quello della moglie. Dopo aver avvisato i soccorritori che suo figlio si trovava sotto le macerie, la donna è stata portata in ospedale in codice rosso. Al momento le sue condizioni sono migliorate, ma resta al suo fianco un gruppo di psicologi, al quale spetta il compito di supportare la donna e affiancarla nel momento del dolore per la morte del suo bambino.

Il cugino di Nertila Tila sta accompagnando Genci al Cto e, come riportato dal quotidiano la Repubblica, ha dichiarato: “Stiamo andando da lei per vedere come sta. Poi dovremo occuparci di tutto, io sono il parente più stretto qui”.

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