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Palazzo Malvezzi sta con Sakineh

Bologna - la città di Santo Stefano, lapidato per blasfemia - si unisce in modo simbolico alla mobilitazione nazionale e internazionale.

La Provincia di Bologna ha aderito all’appello Fiori e non pietre per salvare Sakineh. Da oggi, il manifesto col volto della donna ‘iraniana sarà davanti a Palazzo Malvezzi.

La foto della donna condannata alla lapidazione è esposta anche in della in viale Aldo Moro a Bologna, dove c’è la sede della Regione Emilia Romagna. E’ il modo in cui le istituzioni partecipano ad una campagna di sensibilizzazione che sta coinvolgendo migliaia di personalità internazionali.

Ricordiamo che la mobilitazione è stata promossa dell’agenzia di stampa Aki-Adnkronos International insieme a intellettuali arabe e iraniane che si oppongono all’esecuzione di una donna condannata per adulterio e di coinvolgimento nell’omicidio del marito.

La lapidazione è una pratica decisamente brutale. Lo testimoniano quanti hanno visto i video che girano in Internet.

Tra l’altro, in Iran, il codice civile impone l’uso di pietre non troppo grandi in modo tale da procurare una morte lenta. A quanto pare, però, la lapidazione non è prevista dal Corano, almeno come pratica inderogabile.

Ultime notizie: Il ministro degli esteri di Teheran annuncia la sospensione della condanna per la donna accusata di adulterio.

a Provincia aderisce all’appello “Fiori e non pietre per salvare Sakineh”

Il manifesto col volto dell’iraniana davanti a Palazzo Malvezzi

La Provincia di Bologna aderisce all’appello “Fiori e non pietre per salvare Sakineh” come proposto dall’ordine del giorno approvato ieri pomeriggio all’unanimità dal Consiglio. Da questa mattina un manifesto con il volto della donna è esposto in via Zamboni davanti all’entrata di Palazzo Malvezzi per esprimere l’adesione della Provincia alla mobilitazione internazionale, promossa dell’agenzia di stampa Aki-Adnkronos International insieme a intellettuali arabe e iraniane, per fermare l’esecuzione della donna iraniana condannata a morte per adulterio che rischia l’esecuzione per lapidazione venerdì prossimo.

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