Palermo: auto pirata uccide due donne, madre e figlia
Palermo: auto pirata uccide due donne, madre e figlia
Cronaca

Palermo: auto pirata uccide due donne, madre e figlia

Polizia stradale

A Palermo un pirata della strada ha investito due donne, madre e figlia, fuggendo senza soccorrerle. Entrambe sono morte. Rintracciato l’uomo.

Tragedia nella tarda serata di Venerdì 11 maggio 2018 a Palermo, dove un pirata della strada ha investito due donne, madre e figlia, poi è fuggito senza prestare loro soccorso. Le vittime, Annamaria Lamantia, 62 anni, e Angela Merenda, 42, sono decedute. I fatti sono avvenuti nel quartiere Brancaccio, in via Fichidindia verso le 23.30.

I dettagli

Presente sul luogo dell’incidente una gazzella dei carabinieri impegnati in controlli di routine. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatare la morte di Annamaria, mentre Angela è spirata all’interno dell’area di emergenza dell’Ospedale Civico di Palermo, dopo esservi giunta in condizioni disperate.

In seguito la pattuglia militare ha iniziato le ricerche dell’investitore fuggitivo e della sua auto, una Fiat Punto, trovati poche ore più tardi. Il veicolo mostrava evidenti segni dell’impatto e risultava senza assicurazione.

In manette un giovane di Brancaccio, Emanuele Pelli, 35 anni, sposato e padre di due bambini. E’ stato fermato sotto casa della suocera, al Villaggio Santa Rosalia, e sottoposto al test che accerta la presenza di alcol e droga nell’organismo.

Intanto nell’abitazione dell’uomo sono stati effettuati i rilievi del caso.

Controlli

La testimonianza

Madre e figlia tornavano da una messa nella chiesa evangelica di Palermo “Dio con Noi” in via Fichidindia, quando a poca distanza è avvenuto l’impatto mortale.

Il numero delle vittime avrebbe potuto essere più alto, se altre persone che uscivano dall’edificio religioso e stavano attraversando la strada in quel momento, non avessero avuto la prontezza di evitare l’auto, che procedeva a forte velocità. “E’ stato davvero terribile”, ha commentato il pastore Giovanni Orlando.

Il sacerdote si trovava ancora all’interno della chiesa per mettere in ordine con l’aiuto di alcuni fedeli che avevano appena partecipato a uno studio biblico. Qualcuno l’aveva chiamato in strada e lui si era trovato di fronte uno scenario apocalittico.

La vicenda è resa ancora più agghiacciante dal fatto che Annamaria Lamantia fosse invalida e la figlia avesse dovuto aiutarla a camminare: questo ha impedito loro di salvarsi.

Giovanni Orlando conclude con parole di cordoglio per la tragedia, affermando che la sua comunità ha “perso due donne eccezionali che amavano Dio e la loro famiglia”.

Paolino Baldari, Coordinatore della cosiddetta Rete Nazionale religiosa d’Intercessione Mirata, ha scritto un su Facebook per invitare la comunità a pregare per Annamaria Lamantia e Angela Merenda.

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