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Palermo, funzionario pubblico si suicida davanti ai militari giunti per arrestarlo

Un funzionario pubblico di Palermo è morto suicida davanti ai militari durante il suo arresto con l'accusa di corruzione.

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Tragedia a Bagheria, dove un funzionario pubblico della Città Metropolitana di Palermo è morto suicida lanciandosi dalla finestra della sua abitazione davanti agli agenti della Guardia di Finanza che erano giunti per arrestarlo. L’inchiesta in cui era coinvolto riguardava un giro di mazzette pagate da alcuni imprenditori nel campo dello smaltimento dei rifiuti.

Funzionario pubblico suicida a Palermo

Tutto è accaduto all’alba di venerdì 13 maggio 2022. Secondo quanto ricostruito, le Fiamme Gialle avevano appena raggiunto Marcello Miraglia (questo il nome della vittima) nella sua abitazione per notificargli il provvedimento di arresto del GIP di Palermo con l’accusa di corruzione. L’uomo era pronto per lasciare la sua cara per dirigersi verso il carcere di Pagliarelli quando ha chiesto di poter andare in bagno.

Un finanziere l’ha accompagnato ma è successo l’irreparabile: Miraglia ha aperto la finestra e si è lanciato dal sesto piano schiantandosi al suolo e morendo sul colpo. Inutili i tentativi di bloccarlo da parte del militare, che è anche rimasto ferito ad una mano e si trova al Pronto Soccorso.

Funzionario pubblico suicida a Palermo: chi era

Uno tra i funzionari più conosciuti della Città Metropolitana di Palermo, l’uomo rivestiva da anni la qualifica di istruttore specialista tecnico del Servizio rifiuti urbani e tributo speciale, un ufficio strategico per i controlli in materia ambientale.

L’accusa mossa dalla Procura di Palermo è quella di aver ricevuto, da alcuni imprenditori operanti nello smaltimento dei rifiuti, delle mazzette per ottenere le necessarie autorizzazioni ambientali.

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