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Palermo, mafia: ucciso davanti alla figlia, 4 arresti dopo 17 anni

L'arresto di quattro uomini colpevoli dell'omicidio del padre. Diciassette anni dopo arriva la giustizia, grazie ad un disegno della figlia della vittima

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L’arresto di quattro uomini colpevoli dell’omicidio del padre. Diciassette anni dopo arriva la giustizia, grazie ad un disegno della figlia della vittima

Le luci della giustizia attraverso la matita di una bambina. Dopo diciassette anni dall’uccisione del padre, il disegno di Angela Tocco che incastra i killer e i responsabili dell’omicidio.

Il 26 ottobre del 2000, Giampiero Tocco viene sequestrato da un gruppo di mafiosi travestiti da poliziotti, che inscenano un posto di blocco. Quella sera, in macchina, insieme al padre, vi era anche Angela. I due stavano tornando dall’appuntamento settimanale del corso di danza della piccola, quando sono stati costretti ad accostare da quattro uomini.

I quattro, rapiscono Giampiero Tocco ma decidono di risparmiare la bambina, che rimane dentro l’auto del padre.

L’uomo verrà di lì a poco strangolato e poi sciolto nell’acido. Un caso di lupara bianca, del quale emerge la verità solo dopo vent’anni di distanza.

Tutto grazie ad Angela Tocco, la quale riuscì a far scattare l’allarme dopo il rapimento del padre, e, a casa, descrisse la scena del sequestro su un foglio, a matita. Il disegno era già conosciuto dagli inquirenti, e faceva parte dei documenti che avevano consentito già allora l’arresto di alcuni uomini responsabili tanto del sequestro quanto dell’omicidio Tocco.

Per le forze dell’ordine, l’assassinio si inscrive all’interno di un atto di vendetta nei confronti di Giampiero Tocco, accusato di essere stato il killer del Boss Giuseppe Di Maggio, vicino al Clan dei Lo Piccolo. Fondamentali per la ricostruzione della vicenda, le registrazioni possedute dagli inquirenti grazie a delle microspie poste dagli agenti sulla vettura della vittima.

Oggi, grazie alla convergenza tra il disegno e il pentitismo, sono stati individuati altri quattro possibili responsabili dell’omicidio Tocco.

Tra essi, Salvatore Gregoli, che avrebbe partecipato alla messa in scena del finto posto di blocco e che avrebbe trasportato la vittima fino a Torretta, nella provincia del palermitano. Oltre a lui, Giovanbattista e Vincenzo Pipitone, nomi noti agli ambienti di Cosa Nostra, che interrogarono e strangolarono la vittima. Per ultimo, Ferdinando Gallina, fermato negli Stati Uniti e trattenuto come clandestino, che effettuò i sopralluoghi necessari per la messa in atto del piano mafioso.

Una storia che ha dell’inverosimile se si considerano le origini della vicenda, risalente a due decenni fa. Oggi, grazie al disegno di una bambina di sei anni, tutto sembra però aver assunto un contorno più delineato.

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