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Pamela Mastropietro, Cassazione conferma ergastolo per Oseghale, ma viene chiesto nuovo appello per stupro

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per l'omicidio di Pamela Mastropietro. Chiesto invece un nuovo appello per lo stupro.

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Confermata la condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro, ma viene annullata la sentenza in appello per il reato di violenza sessuale. È questa la decisione della Corte di Cassazione che, nella giornata di martedì 23 febbraio, ha aggiunto un tassello al caso a quattro anni dalla morte della giovane.

“Se a Perugia non verrà ritenuta sussistente l’aggravante della violenza sessuale, la pena potrebbe scendere a 30 anni”, sono le parole del legale di Oseghale Umberto Gramenzi ad ANSA.

Mastropietro, la Cassazione conferma l’ergastolo per l’omicidio di Pamela Mastropietro

Per il 32enne Innocent Oseghale è stata quidi confermata la condanna all’ergastolo sia in primo che secondo grado per ciò che riguarda il reato di omicidio. Ciò non è accaduto invece per il reato di violenza sessuale per il quale i giudici hanno disposto l’annullamento della sentenza di appello.

A Perugia verrà quindi fatto un nuovo processo. Oseghale si trova attualmente detenuto nel penitenziario di Forlì.

La madre di Pamela: “Sono quattro anni che aspetto giustizia”

Intanto la madre di Pamela Alessandra Verni, commentando la decisione dei giudici all’esterno della Cassazione ha affermato: “Sono quattro anni che aspetto giustizia. […] Ammazzano, violentano, fanno a pezzi e lo Stato italiano non fa nulla”.

L’avvocato di Oseghale, sentito da ANSA, ha invece dichiarato: ”I giudici della Cassazione hanno annullato la condanna solo nella parte relativa alla circostanza dell’aggravante della violenza sessuale che dovrà essere di nuovo presa in esame dalla Corte d’Appello di Perugia alla quale sono stati inviati gli atti.

L’aspetto rilevante dal nostro punto di vista è che era stato proprio il riconoscimento dell’aggravante della violenza sessuale ad aver comportato la condanna all’ergastolo davanti alla Corte d’assise d’appello di Ancona ed è su questo punto esclusivamente che i giudici di Perugia dovranno ora pronunciarsi”.

Il procuratore generale Francesca Loy: “La condotta dell’imputato è acclarata”

Particolarmente dure sono le parole del procuratore generale della Cassazione Francesca Loy: “La condotta dell’imputato è acclarata, la sua crudeltà e la sua freddezza nel lavare il corpo con la candeggina e farlo poi a pezzi erano funzionali a non far ritrovare le tracce e a nascondere le prove”, si legge da “Il fatto quotidiano”.

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