Paola Taverna rinuncia all'auto blu e a 186mila euro
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Paola Taverna rinuncia all’auto blu e a 186mila euro
Cronaca

Paola Taverna rinuncia all’auto blu e a 186mila euro

paola taverna

La vicepresidente del Senato ed esponente del M5S, ha affermato di rinunciare all'indennità di funzione e ad altri benefit

Paola Taverna, eletta vicepresidente del Senato ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha affermato ha dichiarato di rinunziare all’indennità di funzione (3112 euro al mese) e ad altri benefit, ritenuti da lei inutili. Questi comprendono, per esempio, la macchina blu e le spese di rappresentanza. Secondo Paola Taverna, per merito del Movimento 5 Stelle, inizia adesso una nuova era. Le istituzioni, d’ora in poi, saranno la casa dei cittadini. Paola Taverna è stata eletta vicepresidente del Senato assieme a Roberto Calderoli, Ignazio La Russa e Anna Rossomando.

Paola Taverna rinunce

Paola Taverna, da poco eletta tra i vicepresidente del Senato, ha affermato di aver rinunciato a all’indennità di funzione. Questa è pari a ben 3112 euro al mese. Ammontano ad oltre 37mila euro all’anno, 186mila euro in una sola legislatura. Ma non solo. Paola Taverna ha affermato di aver intenzione di rinunciare anche ad altri privilegi inutili e non necessari. Questi includono l’automobile blu e le spese di rappresentanza.

Paola Taverna ha dichiarato: “Questi tagli sono naturalmente aggiuntivi rispetto a quelli che riguardano il mio ordinario stipendio da parlamentare.

Per merito del Movimento 5 Stelle, inizia una nuova era. Il palazzo non sarà più un’astronave lontana dal paese reale. Grazie a noi, le istituzioni si trasformano nella seconda casa di tutti i cittadini”. In questo modo, il Movimento 5 Stelle intende distinguersi, avvicinarsi ai cittadini e dare un esempio da seguire. Chissà se anche gli altri vicepresidenti hanno intenzione di comportarsi in maniera analoga.

Vicepresidenti del Senato

La grillina Paola Taverna è uno dei quattro vicepresidenti del Senato. Tutti i principali partiti sono rappresentati. Altre a lei, che ha ottenuto 105 voti, vi sono anche Roberto Calderoli (Lega, 164 voti), Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia, 119 voti) e Anna Rossomando (Partito Democratico 63 voti). Il Partito Democratico ha veemente protestato per il mancato accesso alla carica di Questore del Senato, ed ha duramente criticato il Movimento 5 Stelle e la Lega per mancanza di trasparenza. Questa elezione dei neo-vicepresidenti si configura in modo piuttosto differente in confronto a quella della legislatura passata.

Tra il 2013 e il 2018, infatti, il Partito Democratico ha goduto di due nomine all’importante carica.

Si tratta di quelle di Linda Lanzillotta e Rosa Maria Di Giorgi, affiancate da Roberto Calderoli (per la Lega) e Maurizio Gasparri (per Fratelli d’Italia/Pdl). Il candidato per la Lega ha dunque segnato una doppietta in questa nuova legislatura. Roberto Calderoli ha incassato, dall’inizio della sua carriera, 4 nomine per investire l’alto incarico al Senato. Il senatore, che è stato anche Ministro delle Riforme e Ministro per la Semplificazione Normativa, si fa portavoce delle idee anti-immigrazione della Lega all’interno di Palazzo Madama.

Linda Lanzillotta, docente universitaria proveniente dal Partito Socialista Italiano, lascia il Senato, dopo diversi anni passati alla Camera. Deputata DL e Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, nel quasi 5 anni fa era divenuta vicepresidente del Senato per Scelta Civica per l’Italia.

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