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Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su ciclabile del Tevere e caso Speranza

Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su ciclabile del Tevere e caso Speranza: "Non l'ho visto stracciarsi le vesti come in questi giorni"

Paola Taverna

Hanno toni infuocati i post con cui Paola Taverna risponde a Matteo Salvini e lo bacchetta su ciclabile del Tevere e caso Speranza. Sono i toni che a distanza di qualche giorno ancora sedimentano e mettono al centro le “nuove vulnerabilità” del leader della Lega, costretto ad essere via via “di lotta e di governo”.

“Quando la pista ciclabile del lungotevere appariva ne ‘La Grande Bellezza’ non ho visto Salvini stracciarsi le vesti come in questi giorni. Sarà bene rinfrescargli la memoria con questa foto. Mentre noi lavoriamo per Roma lui può guardarsi il film… un capolavoro!”.

Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su ciclabile del Tevere e caso Speranza: lo fa con Gambardella

Questo il post, ironico, con cui Taverna, pubblicando le foto del sito “incriminato” ma allo stato dell’arte già da molti anni e quindi inimputabile alla sola sindaca Virginia Raggi, commenta l’ultima battaglia di Salvini, quella sul manto di asfalto lungo la riva del Tevere a Roma.

Manto che da un lato è diventato l’icona dell’inefficienza presunta della giunta Raggi e dall’altro la quintessenza del movente-boomerang per attaccare un avversario politico. E l’esponente del M5S aveva anche punzecchiato Salvini esattamente sul punto che nei giorni scorsi era andato più vicino a diventare “nota dolente”, quello della mozione di sfiducia che era stata presentata contro il ministro della salute Roberto Speranza.

Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su su ciclabile del Tevere e caso Speranza: da censore a “sostenitore”

Perché? Perché la Lega di Salvini aveva votato contro quella mozione, ma Salvini era stato uno dei più accesi censori di Speranza, questo però fuori dal Parlamento. E su Facebook la Taverna glie lo aveva fatto notare: “La Lega ha votato in Parlamento contro la mozione di sfiducia nei confronti di Roberto Speranza. Dopo la figuraccia sul coprifuoco, l’ennesima giravolta di chi, alla becera propaganda sui social, non fa mai corrispondere i fatti in Parlamento. Questo tentativo imbarazzante di ingannare gli italiani fa veramente ribrezzo”.

Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su su ciclabile del Tevere e caso Speranza: l’elenco

Poi Taverna fa una sorta di “carrellata storica” delle dichiarazioni di Salvini contro il titolare della Salute: “Erano passate solo poche ore dall’insediamento dell’esecutivo Draghi, in cui la sua forza politica è rappresentata, quando Salvini pronunciò come prime parole di commento al nuovo governo delle critiche al ministro Speranza. Da allora abbiamo assistito a un crescendo di polemiche contro il ministro della Salute”. Ecco l’elenco riportato dalla senatrice pentastellata: “Ha sequestrato gli italiani”, “Vede solo rosso”, “Ha taciuto sui rischi del Covid” “Ha chiuso in casa milioni di italiani”, “Via Cotticelli, via Zuccatelli, ora via Gaudio. Attendiamo se ne vada Speranza” e infine “Spero che sia ministro ancora per poco, di danni ne ha fatti abbastanza”.

Paola Taverna risponde a Salvini e lo bacchetta su su ciclabile del Tevere e caso Speranza, poi sull’affaire Durigon

Ma Taverna ha affondato il coltello anche nella piaga più aperta del Carroccio, quella del “Caso Durigon”, e lo ha fatto a strettissimo giro di posta: “Un’inchiesta di Fanpage ha investito con rivelazioni sconcertanti la Lega di Matteo Salvini e, in particolare, il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon. In un video realizzato con una telecamera nascosta, Durigon si vanta del fatto che il suo partito avrebbe nominato il generale della Guardia di Finanza che al momento indaga sui famosi 49 milioni che la Lega deve restituire allo Stato. Se ciò venisse confermato, getterebbe ulteriori pesanti ombre su questa gravissima vicenda. La Magistratura farà chiarezza, mentre Durigon e la Lega dovrebbero dare delle spiegazioni subito”.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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