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Parla il no vax che ha cambiato idea: “Ho paura”

Da nemico giurato delle case farmaceutiche a persona convinta della assoluta utilità della vaccinazione: la metamorfosi buona di Paolo

Parla il no vax che ha cambiato idea: “Ho paura”
Paolo Viviano ha cambiato idea sul vaccino e ha fatto la prima dose

Parla Paolo Viviano, il no vax che ha cambiato idea dopo aver visto “40enni arrancare senza respiro”. Viviano è un austista della Asl di Barletta e per mansioni di lavoro ha sempre frequentato i luoghi legati alla battaglia in prima linea contro il covid.

Eppure fino a poco tempo fa Paolo era “un antivaccinista convinto. Mi chiamavano il capo dei no vax, poi ho capito che dicevo un sacco di stupidaggini e sono andato a vaccinarmi”. Viviano è stato alla guida di ambulanze ed auto sanitarie. Ha trasportato farmaci anche nei reparti Covid. Tuttavia fino a poco tempo prima della sua “conversione” a vaccinarsi lui non ci pensava proprio.

Parla Paolo, il no vax pentito

Fino a quando non ha cambiato idea sull’onda della molla emotiva che gli è scattata dentro nel vedere le sofferenze dei malati di covid. Per lui i vaccini rappresentavano “un modo per le cause farmaceutiche di arricchirsi”. E Paolo era attivissimo come negazionista anche sui social, dove condivideva materiale a trazione apertamente no vax. “Ho cambiato idea quando ho visto ragazzi di 40 anni arrancare senza respiro. Quando ho visto le terapie intensive così piene, quando ho visto ragazzi di 40 anni arrancare senza respiro.

Quando i miei amici medici o infermieri mi hanno raccontato, ogni mattina, che le rianimazioni scoppiano. E che ci sono persone, senza alcuna patologia pregressa, che non riescono a stare in piedi perché non hanno più fiato. Ecco, tutto questo non poteva essere un complotto. Era la verità. E io ce l’avevo davanti agli occhi. Ho avuto paura”.

Prima dose assieme al figlio

Paolo ha ricevuto da poco la prima dose di vaccino.

“Il dottore mi ha spiegato. Ho capito che aveva ragione, che l’unica maniera per salvarci da questo incubo, per evitare che le persone stiano così male, era vaccinarsi. Io ho anche una responsabilità come padre. Mio figlio è un operatore socio sanitario, lavora qui. Per di più in un reparto Covid. E anche lui, vedendo le mie perplessità, aveva deciso di non vaccinarsi. Oggi ci siamo vaccinati insieme”.

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