Papa Francesco: “Errore di traduzione nel Padre Nostro: va corretto”
Papa Francesco: “Errore di traduzione nel Padre Nostro: va corretto”
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Papa Francesco: “Errore di traduzione nel Padre Nostro: va corretto”

Il Papa parla del Padre Nostro
Intervista al Pontefice

Papa Francesco ha esortato a correggere la traduzione del Padre Nostro, perché non è Dio a farci cadere in tentazione, ma Satana e noi stessi responsabili delle nostre azioni.

E’ di queste ore – anche se se ne parla già dal 2013 – la notizia che Papa Francesco ha esortato a correggere quella che da sempre è la preghiera cristiana più “famosa”: il Padre Nostro.

Indicazione pontificia

Il Pontefice non l’ha fatto certo per mancanza di rispetto nei confronti della “preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato”Vangelo di Luca 11,1 –, ma al contrario perché la traduzione in italiano – dal greco in cui la preghiera è scritta – è sbagliata. In particolare c’è un punto in cui si chiede a Dio “Non ci indurre in tentazione”, ma senz’altro non è il Signore ad indurci in tentazione, bensì il Maligno, ha osservato Bergoglio. Le sue riflessioni sono state trasmesse nella serata di giovedì 6 dicembre nella settima puntata del programma religioso intitolato proprio Padre Nostro, condotto dal giovane sacerdote cappellano del carcere di Padova, teologo, scrittore e giornalista don Marco Pozza su Tv2000 alle ore 21.05.

Le parole di Papa Francesco

Il Pontefice

L’attuale traduzione del Padre Nostro su Dio che ci indurrebbe in tentazione “non è una buona traduzione”, ha affermato Sua Santità.

“Anche i francesi – ha osservato – hanno cambiato il testo con una traduzione che dice ‘non mi lasci cadere nella tentazione’: sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre – come è Dio nella concezione cristiana – non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito”. “Quello che ti induce in tentazione – ha concluso Bergoglio – è Satana, è l’ufficio di Satana”. Così in francese, per esempio, non si dice più “ne nous soumets pas à la tentation”, “non sottometterci alla tentazione”, bensì “ne nous laisse pas entrer en tentation”, “non lasciarci entrare in tentazione”, ovvero una supplica a Dio ad aiutarci a non peccare. Anche la CEI ha già cambiato la traduzione in “non abbandonarci (alla tentazione)”. Il Pontefice ha spiegato tutto ciò direttamente a don Marco Pozza, con cui intrattiene un dialogo che introduce ogni puntata della trasmissione.

Ci vuole coraggio a dire “Padre Nostro”

La preghiera che ci ha insegnato Gesù

Il Papa parla del Padre NostroLa preghiera che ci ha insegnato GesùLa preghiera che ci ha insegnato Gesù

Papa Francesco ha sviluppato la sua riflessione affermando che “in questo mondo malato di ‘orfanezza’ ci vuole coraggio a pregare il ‘Padre Nostro”, a considerare quindi Dio come un papà e a dargli del “tu”, comprendendo che non si è soli.

“A me – recitare il Padre Nostro, ndr- dà sicurezza”, ha raccontato Francesco con semplicità. “Ho un papà davanti al quale mi sento sempre un bambino. Un padre che ti accompagna, ti aspetta”. Da qui la riflessione che non è Dio, in quanto Padre, a far cadere in tentazione i suoi figli.

Il programma TV

Il programma TV

Il programma Padre Nostro è nato in collaborazione di TV2000 con la Segreteria vaticana per Comunicazione e questa è stata la terz’ultima puntata. Nel corso degli appuntamenti Don Marco ha intervistato, oltre a Papa Francesco, personaggi noti della cultura e dello spettacolo. Ieri sera, quando si è parlato della modifica del Padre Nostro, il tema era l’ottimismo che emerge dal cristianesimo: un “ottimismo” che “non esiste in altre culture”, ha fatto notare il filosofo monzese Umberto Galimberti.

Le risposte di Papa Francesco nella trasmissione sono contenute anche in un libro intitolato ancora Quando pregate dite ‘Padre Nostro’, edito da Rizzoli-Lev.

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