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Il Papa rimuove altri due vescovi cileni per pedofilia

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Dopo Barros, Cordero e Cortàzar, altri due vescovi hanno rassegnato le dimissioni perché coinvolti nello scandalo pedofilia in Cile.

Papa Francesco ha accettato la rinuncia di altri due vescovi cileni, rimossi per il loro coinvolgimento nello scaldalo della pedofilia tra le fila della Chiesa cattolica. I due ecclesiastici rimossi dal pontefice sono monsignor Alejandro Goic Karmelic, vescovo di Rancagua, e monsignor Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, responsabile della diocesi di Talca.

A inizio giugno il papa aveva già allontanato dalla Chiesa cilena altri tre vescovi, tra cui Juan de la Cruz Barros.

Papa rimuove due vescovi

Continua lo scandalo pedofilia che sta coinvolgendo la Chiesa sudamericana. Una ferita particolarmente dolorosa per Papa Francesco, che in quel continente è nato e che ha cercato di difendere gli ecclesiastici di quelle terre. Ma ormai stanno diventando numerosi i casi di vescovi cileni allontanati dall’esercizio delle proprie funzioni perché legati a scandali sessuali in cui sono coinvolti dei minori.

I vescovi di Rancagua e di Talca hanno formalmente rinunciato al proprio incarico. Su indicazione del pontefice, saranno sostituiti da monsignor Fernando Ramos Perez e monsignor Galo Fernandez Villaseca, entrambi amministratori apostolici e non vescovi.

Scandalo in Cile

L’11 giugno il papa aveva già accolto le dimissioni di altri tre vescovi cileni. Tra loro compariva Juan de la Cruz Barros, vescovo di Osorno dal 2015. Il suo caso aveva fatto particolarmente discutere perché Barros era considerato un “discepolo” di padre Fernando Karadima e per lungo tempo aveva coperto gli abusi sessuali perpetrati dal suo maestro a danno di minori.

Ma soprattutto, Barros è legato a Papa Francesco da un rapporto personale di amicizia e stima, tanto che è stato proprio il pontefice argentino a conferirgli la guida della diocesi di Osorno. Un’amicizia che forse ha reso il pontefice cieco davanti alle ripetute accuse di abusi a carico di padre Karadima.

A lungo Francesco ha difeso pubblicamente Barros. Ancora a gennaio 2018, durante il suo viaggio in Cile, il papa dichiarò: “Il giorno che avremo una prova contro il vescovo Barros parlerò.

Non c’è una sola prova d’accusa. Le altre sono tutte calunnie, chiaro?”

Parole che offesero un gran numero di vittime di abusi in tutto il mondo. Forse su consiglio di Sean Patrick O’Malley, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, il Papa si corresse. Durante il viaggio di ritorno a Roma si scusò: “Adesso io mi accorgo che la mia espressione non è stata felice, perché non ho pensato a questo.

Questo è quello che io posso dire con sincerità”. Rimase comunque della stessa opinione riguardo l’amico vescovo: “Barros resterà lì se io non trovo il modo di condannarlo. Io non posso condannarlo se non ho, non dico prove, se non ho evidenze. E ci sono tanti modi per arrivare a un’evidenza”.

Le tre dimissioni

Dopo una lunga indagine e diversi colloqui con preti e civili cileni, vittime di abusi, il Papa ha rimosso dall’incarico non solo Barros ma anche altri due vescovi: monsignor Cristián Caro Cordero, arcivescovo di Puerto Montt, e monsignor Gonzalo Duarte García de Cortázar, vescovo di Valparaíso.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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