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Pari opportunità: Scalfarotto (Iv), 'classe dirigente M5s inadeguata, altro che parità'

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Roma, 15 ott (Adnkronos) – "L’esigenza di avere più donne, una pari quantità di donne e di uomini, in ruoli apicali è un principio sacrosanto. Ma la parità di genere non può essere una modalità per portare al governo del Paese e delle città persone incompetenti o incapaci, così come il ricambio generazionale non significa dare responsabilità a giovani che non abbiano le caratteristiche necessarie per gestirle".

Lo scrive in un post su Facebook il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto, di Iv.

"Promuovere le differenze aprendo a giovani e donne non significa sacrificare la competenza, al contrario. Le pari opportunità sono tali solo a parità di merito: “Vinca il migliore” indipendentemente dal genere, dall’etnia o dalla nazionalità, dall’età, dall’abilità, dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere -prosegue-. È un concetto estremamente semplice, ma da quando la Ministra Bonetti ha osato pronunziarlo – e benissimo ha fatto, chiarendo a tutti gli italiani come la pensa – il Movimento 5 Stelle, da Azzolina a Conte, sembra essere stato colpito da una scossa elettrica".

"Forse hanno capito che aver selezionato e consegnato il Paese a una classe dirigente del tutto inadeguata, a partire dalla prima Sindaca di Roma (quella che ha lasciato la Capitale ai cinghiali, ai rifiuti e all’abbandono), non è stata una buona mossa nemmeno per le pari opportunità e per questo si sentono punti nel vivo. Sarebbe anche una buona notizia, la definitiva archiviazione di quello stolto principio dell’”uno vale uno” che tanti guai ha procurato al nostro Paese”", conclude Scalfarotto.

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