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Patrick Zaki è libero, ordinata la scarcerazione: “Sto bene, grazie all’Italia”

Patrick Zaki è ufficialmente libero. Il giudice ha ordinato la scarcerazione, ma l'uomo resta un imputato. Potrà finalmente uscire dal carcere.

Patrick Zaki

Patrick Zaki è ufficialmente libero. Il giudice ha ordinato la scarcerazione, ma l’uomo resta un imputato. Potrà finalmente uscire dal carcere, dopo 22 mesi di reclusione. Per il momento il giovane non è ancora stato assolto.

Patrick Zaki è libero, ordinata la scarcerazione

Patrick Zaki è ufficialmente libero e presto uscirà dal carcere. Non è arrivata l’assoluzione sperata dai legali, ma la decisione del giudice monocratico di Mansura è stata del tutto inaspettata. Patrick Zaki, giovane studente dell’Università di Bologna arrestato al Cairo il 7 febbraio 2020, sarà scarcerato, anche se non assolto. La decisione è arrivata dopo che la seduta di oggi era stata sospesa dopo 4 minuti, visto che Hoda Nasrallah, la sua legale, aveva chiesto l’acquisizione di altri atti per dimostrare l’illegalità durante l’arresto.

La delegazione dell’Unione europea, due diplomatici italiani e funzionari delle ambasciate di Stati Uniti, Spagna e Canada, hanno preso parte all’udienza. L’attenzione della rappresentanza straniera è ancora alta per monitorare le udienze. Uno dei diplomatici italiani è riuscito a parlare con Zaki, che gli ha detto che sta bene e ringrazia l’Italia. Queste parole sembrano smentire ulteriormente l’ipotesi di violenze nei suoi confronti, già smentita dall’associazione “Patrick Libero“.

Presenti in aula anche i genitori.

Patrick Zaki è libero, ordinata la scarcerazione: le richieste della difesa

Nasrallah ha chiesto di acquisire le registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto del Cairo, i verbali di un agente della Sicurezza Nazionale e di uno della polizia e le copie di verbali di un processo civile e la convocazione di un teste. Le registrazioni dimostrano che Patrick è stato arrestato all’aeroporto del Cairo e non in casa propria, come sostenuto dalla Procura.

I verbali documentano il fermo a Mansura e ci sono dei documenti che ne dimostrerebbero l’illegalità. Gli atti del processo civile riguardano un cristiano discriminato a cui è stato impedito di testimoniare in un caso di eredità contesa del 2008, come ha sostenuto Patrick nell’articolo del 2019 sulle discriminazioni dei copti in Egitto. Il legale ha chiesto anche che venga acquisita la testimonianza del fratello di un soldato cristiano ucciso da terroristi islamici.

Patrick Zaki è libero, ordinata la scarcerazione: rimovi per la condanna

La preoccupazione dei legali è ancora grande, perché il giovane rischia ancora fino a 5 anni di carcere per diffusione di false informazioni, dopo i 22 mesi senza un giusto processo. Nel suo articolo Zaki denunciava i mancati provvedimenti del regime di Abdel Fattah al-Sisi per garantire la sicurezza dei cristiani copti. Amnesty International ha dichiarato di essere poco fiduciosa per l’esito finale. “Oggi l’udienza del processo a Patrick Zaki. Speriamo il meglio ma temiamo il peggio” ha scritto in un tweet.

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