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Patrick Zaky, rinviata la sentenza: per l’udienza bisognerà attendere il 6 aprile

Patrick Zaky non ha ancora ricevuto un giudizio: la sua sentenza di oggi, 1 febbraio, è stata rinviata al prossimo 6 aprile.

Patrick Zaky rinviata sentenza

La sentenza di Patrick Zaki è stata nuovamente rinviata. È questo quanto deciso nell’odierna udienza tenutasi a porte chiuse a Mansura. A dare notizia della decisione è stato lo stesso studente egiziano dell’Università di Bologna, oggi 30enne, che sul suo profilo Twitter ha scritto: “Postponed to 6 April”.

 

Patrick Zaky, rinviata la sentenza

A due anni dal suo arresto Zaki è dunque ancora in attesa di giudizio da parte del Palazzo di Giustizia della città a Nord del Cairo nel Delta del Nilo. Lo scorso 8 dicembre lo studente era stato rilasciato dopo aver trascorso due anni in carcere in Egitto, pur rimanendo imputato nel processo a suo carico.

Ciò che gli viene imputato è, si legge nelle carte giudiziarie, “la diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” avvenuta in un articolo scritto da Zaki nel 2019 sul tema dei cristiani in Egitto.

Patrick Zaky: sentenza rinviata al 6 aprile

“Speriamo che qualcosa di buono accada il 6 aprile, dato che voglio essere di nuovo a Bologna il prima possibile – ha detto Patrick Zaki all’uscita del Tribunale – Penso che stian oprovando a prender tempo per la decisione finale, poi vedremo cosa succederà“. Dal racconto dello studente si apprende inoltre che sarebbe rimasto circa mezz’ora nella “gabbia degli imputati” in attesa della decisione del giudice monocratico.

Patrick Zaky, rinviata ancora la sentenza

Sulla vicenda, che gode per fortuna dell’attenzione da parte della comunità italiana ed internazionale, è intervenuto anche Amnesty International parlando di “un’attesa ancora enormemente lunga“. “È una data che ricorre quella del 6 aprile – precisa all’Ansa il portavoce di Amnesty International Riccardo Nourynel 2020 e nel 2021 c’erano state altre udienze in questa data.

Speriamo che sia l’ultimo giorno in cui Patrick si presenterà  di fronte a un giudice e fino ad allora c’è da aspettare, da stargli vicino e accompagnarlo in questa lunga attesa di quella che speriamo sia l’ultima udienza”.

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