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Pausa pranzo statali, ipotesi taglio a 10 minuti
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Pausa pranzo statali, ipotesi taglio a 10 minuti

Pausa pranzo Statali

Pausa pranzo statali, circola l'ipotesi di un possibile taglio, passando dagli attuali trenta minuti ai possibili futuri dieci.

Pausa pranzo statali, circola l’ipotesi di un possibile taglio, passando dagli attuali trenta minuti ai possibili futuri dieci. Ormai il più sembra essere fatto, ma con gli ultimi ritocchi potrebbe ro emergere importanti novità per quanto riguarda il contratto che aggiorna, dopo dieci anni, lo stipendio e le regole per gli statali. E tra queste possibili novità potrebbe anche essere quella relativa alla pausa pranzo, con una riduzione a dieci minuti rispetto agli attuali trenta.

Pausa pranzo statali

Ormai il più sembra essere fatto. Ma con gli ultimi dettagli da mettere a posto potrebbero emergere delle importanti novità per quanto riguarda il contratto che aggiorna, dopo dieci anni, lo stipendio e le condizioni per i lavoratori statali. L’Aran, ovvero l’Agenzia che tratta con con il governo, ha convocato per la giornata di oggi le sigle sindacali per presentare questo nuovo contratto. L’obiettivo è quello di provare a chiudere entro Natale.

Ma potrebbe essere comunque necessario aspettare qualche giorno in più, andando così in questo modo a ridosso di capodanno.

Sono ancora diversi i temi in ballo. Tra questi troviamo la definizione del tetto agli straordinari e la durata minima della pausa pranzo, con l’ipotesi di un taglio dagli attuali trenta minuti ai possibili futuri dieci minuti. Nel frattempo è stato fissato a sette euro il valore del buono pasto per i duecentocinquantamila dipendente del comparto, che comprende ministeriali, agenzie fiscali e parastato.

Gli ultimi dettagli

Il clima si sta riscaldando per quelli che sono i dettagli finali del contratto. In particolare, l’attenzione è puntata soprattutto sul meccanismo che permetterà aumenti medi di circa ottantacinque euro (si sta lavorando sui centesimi), dando qualcosa in più a coloro che hanno redditi più bassi. Per questo contratto ci si riallaccia alla Legge Madia per certi fattori. Come ad esempio quello che riguarda la differenziazione dei premi oppure quello sulla lotta all’assenteismo.

Poi sono stati recepiti anche i cambiamenti che hanno segnato la società.

Lo stesso discorso vale anche per il valore del buono pasto. E’ stata infatti ripresa la clausola della spending review. Per questo motivo, il buono pasto non può superare i sette euro. Tutte le amministrazione che superavano questo limite hanno già provveduto. ma adesso è in arrivo un’indicazione secca, che stabilisce una somma uguale per ogni ufficio. Inoltre, il contratto stabilisce che dopo sei ore di lavoro si ha diritto ad una pausa. Si sta invece ancora discutendo su quella che sarà la durata del break. Se si continuerà con l’attuale mezz’ora oppure verrà ridotta a dieci minuti, come qualcuno propone.

L’idea di questa riduzione dei tempi è caldeggiata in particolar modo da una parte del sindacato. L’obiettivo è quello di eliminare un ostacolo alla flessibilità dell’orario. Qualcuno, però, ha fatto notare come abbreviare la pausa eliminerebbe uno dei paletti a cui è condizionato l’eventuale rilascio di un buono pasto.

Infine, si sta ragionando anche sul numero massimo di ore di straordinari. L’ipotesi è di fissare questo tetto massimo a centoottanta ore.

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