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Pensioni e quattordicesima luglio 2021, al via i pagamenti: il calendario

C'è una data sul pagamento delle pensioni e della quattordicesima di luglio. Quali sono le novità.

Pensioni quattordicesima pagamenti

Il pagamento delle pensioni e della quattordicesima ha finalmente preso il via. A partire da venerdì 25 giugno gli aventi diritto potranno percepire anche la quattordicesima mensilità il cui importo dovrebbe ammontare dai 336 ai 655 euro. Ma a chi spetta e quando verrà erogata? A fare chiarezza su questo ultimo punto il calendario diffuso dall’inps.

Pensioni e quattordicesima: pagamenti anticipati per evitare assembramenti

Come ormai accade ormai da qualche mese, al fine di evitare che si formino code agli uffici postali, chi è già titolare di un conto corrente postale come ad esempio il BancoPosta, il libretto di risparmio o ancora la Postepay Evolution ha potuto già ricevere pensione anticipatamente già dal 25 giugno 2021. Qualora la riscossione dell’importo avvenga mediante sportello postale, è stato predisposto un calendario che segue l’ordine alfabetico per cognome:

  • venerdì 25 giugno 2021: lettere dalla A alla B;
  • sabato 26 giugno 2021: lettere dalla C alla D;
  • lunedì 28 giugno 2021: lettere dalla E alla K;
  • martedì 29 giugno 2021: lettere dalla L alla O;
  • martredì 30 giugno 2021: lettere dalla P alla R;
  • giovedì 1 luglio 2021: lettere dalla S alla Z;

Pensioni quattordicesima pagamenti: a chi spetta la quattordicesima mensilità

Ma a chi spetta il pagamento della quattordicesima? Attualmente hanno diritto alla quattrodicesima mensilità i soggetti che hanno compiuto un minimo di 64 anni. Dovranno altresì avere un reddito complessivo fino a 1,5 volte il trattamento minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016. Aumenta invece fino a 2 volte in caso di trattamento minimo del fondo lavoratori dipendenti dal 2017.

Pensioni quattordicesima pagamenti, la Corte dei Conti ha bocciato la Quota 100

Nel frattempo è arrivata l’ufficialità: la quota 100 non verrà rinnovata e scadrà alla fine del 2021. La Corte dei conti che ha bocciato il sistema, ha ipotizzato come nei prossimi anni si possa pensare ad “un sistema di uscita anticipata che converga su un’età uniforme per lavoratori in regime retributivo e in regime contributivo puro”.

Secondo la legge attualmente in vigore possono richiedere già il pensionamento tutti coloro che hanno compiuto i 64 anni di età raggiunto i 20 anni di contributi.

Non ultimo l’assegno che dovrà essere di 2,8 volte supereiore all’assegno sociale.

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