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Per Cartabellotta abolire il bollettino Covid è “atto di ingiustificata censura”

Cartabellotta, abolire il bollettino Covid è “atto di ingiustificata censura sulla distribuzione regionale e sui dettagli di ricoveri, tamponi e altro"

Nino Cartabellotta

Per Nino Cartabellotta non c’è alcun dubbio: abolire il bollettino Covid è un vero “atto di ingiustificata censura”. In buona sostanza il presidente della Fondazione Gimbe non ritiene affatto che con la scomparsa delle misure debba scomparire anche l’enunciazione quotidiana su quello che è l’andamento della malattia.

E Cartabellotta nella possibilità (molto concreta) che il bollettino Covid scompaia ci vede anche una mortificazione voluta di quel diritto all’informazione che gli italiani dovrebbero avere. 

“Abolire il bollettino è atto di censura”

Se dunque da un lato l’allentamento graduale delle restrizioni anti Covid previsto dall’apposito decreto del governo Draghi ha una sua ragione logica e sanitaria, la scomparsa della “conta” per step dei casi con cui ancora per molto il Covid ci farà fare i conti è deprecabile e inutile.

Secondo qualcuno il bollettino sarebbe da eliminare e sostituire con un rapporto su base settimanale. Ma Cartebellotta non ci sta e ha detto senza fronzoli: “Sarebbe un atto di ingiustificata censura”. 

Distribuzione regionale e dettagli a rischio

Su cosa? “Sulla distribuzione regionale e sui dettagli di ricoveri, tamponi e altro”. Il clima di riaperture, con le date imminenti su step imporranti come primo aprile e primo maggio, proprio in queste ore hanno messo in caito preallarme anche il consulente del ministro Speranza Walter Ricciardi, specie sul tema delle mascherine al chiuso: “È un rischio toglierle dal primo maggio.

Stessa cosa vale anche per l’abolizione del Green Pass. Fortunatamente il governo ha dichiarato che agirà in funzione della curva epidemiologica”.

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