Per il padrone non è infarto: il mistero della morte di Kaos
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Per il padrone non è infarto: il mistero della morte di Kaos

morte kaos infarto
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Secondo l'autopsia sarebbe un infarto la causa della morte di Kaos, il cane-eroe di Amatrice. Ma il padrone accusa: "Vogliono insabbiare tutto"

Alcuni sviluppi sulla vicenda della morte di Kaos insinuano dei dubbi sulle cause della morte del cane. A detta del suo allenatore il pastore tedesco sarebbe stato avvelenato ma secondo i primi risultati autoptici a stroncarlo sarebbe stata una patologia cardiaca. Ma il padrone non ci sta: “Vogliono mettere tutto a tacere”.

La causa della morte? Forse un infarto

Con un commento sdegnato ha reagito alla notizia secondo cui sarebbe stato un scompenso cardiaco a causare la morte di Kaos. Fabiano Ettorre, l’addestratore di cani di soccorso alla pista della morte naturale del suo amico a 4 zampe non crede neppure per un istante. E commenta scettico: “mi pare strano che si conoscano i risultati degli esami in così breve tempo: il cane è partito da qui alle 7 e alle 9 già sapevo che erano state eseguite le lastre. Anche per le analisi anti-veleno occorrono tempi lunghissimi”.

Il ritrovamento del corpo

Il pastore tedesco era diventato una vera e propria star per gli abitanti di Amatrice, fu proprio lui uno degli eroi a quattro zampe adoperati nelle operazioni di salvataggio nel centro devastato dal terremoto.

Non stupiscono quindi le reazioni accorate alla scomparsa del cane, prima fra tutte quella del suo addestratore, che ha ritrovato il corpo senza vita di Kaos nella mattina del 30 luglio 2018. Ne era seguito un lungo post sul suo profilo Facebook in cui veniva annunciata la morte del compagno d’avventura. E gia si parlava di un possibile avvelenamento: “non provare odio per chi ti ha fatto ciò” il saluto all’amico.

Si attende il referto ufficiale

Alla luce di quanto rivela l’autopsia preliminare, a cui dovranno seguire i referti ufficiali, appare prematura l’accusa di avvelenamento avanzata Fabiano. Certo vi è da aggiungere che sull’uomo gravava tutto il peso emotivo del ritrovamento del corpo, un momento drammatico per ogni padrone. Poi si è aggiunta la rabbia e la necessità di fare chiarezza sulle cause.

Ad ogni modo fino ad ora nessun indizio è andato a supporto della tesi dell’addestratore. I carabinieri forestali nel corso del sopralluogo, nel giardino della casa a Sant’Eusanio Forconese nell’Aquilano, avevano già escluso la pista delle polpette avvelenate, non avendone trovato traccia.

Restavano quindi in piedi l’ipotesi del boccone mirato o di una patologia acuta e improvvisa che avrebbe stroncato l’animale. Quest’ultima sembra al momento la spiegazione più plausibile.

Il padrone: “Cercano di mettere a tacere la storia”

Non ne è convinto l’istruttore dell’animale, che ha contrattaccato con rabbia:”Non ci credo a questa buffonata. ha dichiarato alle penne de Il Messaggero “Credo invece che vista la grande risonanza qualcuno tenterà di mettere a tacere la storia”. Poi accusa: “Hanno sequestrato la salma di Kaos in un batter d’occhio e, poi, dopo 48 ore, è stato imposto il silenzio assoluto”.

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