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Per il Quirinale Giuseppe Conte vedrà Letta e Speranza

L'elezione del nuovo inquilino del Quirinale è imminente e Giuseppe Conte prova a tirare le somme: domani il capo del M5S vedrà Letta e Speranza

Giuseppe Conte

Per il toto Quirinale e dopo aver riunito la sua ennesima personale cabina di regia politica Giuseppe Conte vedrà Enrico Letta e Roberto Speranza nella mattinata di domani, mercoledì 19 gennaio. Il tempo ormai stringe e il leader del M5S ha chiesto un incontro urgente per fare il punto sul nome o quanto meno per fare qualcosa che lo accrediti come leader politico capace di guidare un partito-movimento dai difficili umori come quello dei Cinquestelle.

Conte vedrà Letta e Speranza: la prova da leader del capo del M5S

Le difficoltà di Conte in questo particolare momento politico non sono figlie delle sue “pecche”, ma di un fatto ben esposto da un acuto e sornione Goffredo Bettini in questi giorni: quello per cui se come capo del governo aveva dato buona prova di sé come capo di un partito a trazione umorale come quello del M5S deve ancora “prendere le misure” alle anime plurime dei suoi iscritti.

Perché Conte vedrà Letta e Speranza: cercare una quadra e trovare la rotta

Perciò Conte, ricordandosi e ribadendo di essere il capo del partito con più numeri alla Camera, ha deciso di vedere gli alleati di governo. Sul fronte Pd il passaggio di testimone fra Sergio Mattarella e chi dovrà prendere il suo posto al Colle dovrà trnsitare per “scelte coraggiose”. In loop concettuale ne ha parlato Enrico Letta, reduce della commemorazione di David Sassoli a Strasburgo.

Letta ricorda Sassoli e domani Conte vedrà lui e Speranza per il Colle

Ha detto il segretario Pd con una pignoleria gender molto formale ma senza scoprire le carte: “Questi giorni di lutto sono per l’Italia anche quelli della difficile scelta del o della Presidente della Repubblica, colei o colui che prenderà il testimone di un Presidente dalle eccezionali doti come Sergio Mattarella”. E ancora: “Proprio in questi giorni si sono moltiplicate le voci di chi pensa che proprio David sarebbe stato quel Presidente da eleggere.

Voci di ogni orientamento politico. Io, parlando di questo tema con lui stesso un mese fa, registrai il suo sorriso e una frase che tengo nel mio cuore”. E poi, in chiosa etica: “La lezione che traggo è che la politica deve sapere guardare oltre: oltre l’apparenza e l’immediatezza. E fare scelte coraggiose. Perché quella scelta che appare ovvia ai più, oggi che David non c’è più, ieri non lo appariva. Ma ora è tardi”.

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