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'Per liste di attesa misura del Governo non basta'

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Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) – L'effetto Covid continua la sua onda lunga mettendo a rischio la salute anche delle persone che il virus non lo hanno incontrato. La necessità di concentrare le energie dalla Servizio sanitario sulla lotta al virus ha infatti creato, come documentato da più agenzie, una contrazione delle cure in molte aree, con l'allungamento delle liste d'attesa per il recupero di milioni di prestazioni saltate.

"Abbiamo riscontrato problemi in tutte le aree sanitarie. Anche in settori particolarmente delicati come la cardiologia, l'oncologia e persino i trapianti e le urgenze", spiega all'Adnkronos Salute Tonino Aceti, presidente di Salutequità, associazione indipendente per la valutazione della qualità delle politiche per la salute.

"Gli ultimi dati che abbiamo sono quelli recentemente pubblicati dalla Corte dei conti – che ha documentato come nel 2020 rispetto al 2019 abbiamo avuto 1 milione 300mila ricoveri in meno e una riduzione di oltre 144 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali.

E questo, ovviamente ha un forte impatto sulle liste d'attesa. Per quanto riguarda i ricoveri, inoltre, è emerso che circa 554mila di quelli saltati erano urgenti, ovvero prestazioni che avrebbero dovuto essere garantite. Non sono stati ridotti, quindi, solo i programmabili". In generale, per quanto riguarda le operazioni chirurgiche, "sono saltate soprattutto quelle di chirurgia generale, di otorinolaringoiatria e chirurgia vascolare". Infine i programmi di screening organizzato "hanno subito moltissimo. Ed è un elemento su cui prestare molta attenzione.

A settembre erano certificate oltre 13mila diagnosi in meno di tumore. E questo significa che ci saranno, sul lungo termine, tante diagnosi tardive in più".

"Per quanto possa sembrare incredibile – continua Aceti – i dati della Corte dei conti ci raccontano che si sono ridotti molti interventi importanti. In cardiochirurgia si sono ridotti del 20% gli impianti di defibrillatori, pacemaker ed interventi cardiochirurgici maggiori. Anche i ricoveri di chirurgia oncologica, nonostante si tratti di prestazioni che non potevano essere rinviate, si è registrata una riduzione del 13%.

E persino i trapianti d'organo si sono ridotti dell’8%. Un dato, quest'ultimo, che trovo molto grave", dice ancora Aceti sottolineando che, a questo punto, per ridurre le liste d'attesa, "non basta più la misura indicata dal Governo nel decreto Sostegni bis che, del resto, non ha prodotto i frutti sperati. Anche perché le Regioni in molti casi non hanno nemmeno utilizzato i fondi stanziati. Servono controlli e la possibilità per il Governo di adottare poteri sostitutivi in caso di inerzia delle Regioni".

Per Aceti, "non sarebbe utile rifinanziare una misura che non ha funzionato senza introdurre i necessari correttivi. La cosa grave, ora, è che viene riproposta la stessa misura utilizzando i soldi non spesi". "Non sarebbe accettabile – conclude Aceti- ritrovarci ancora una volta, a fine 2021, con un livello inadeguato di recupero delle prestazioni e di utilizzo delle relative risorse da parte delle Regioni".

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