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Per Tabarelli senza il gas russo si potrà resistere “massimo quattro mesi”

I rapporti energetici con Mosca e le sanzioni contro la guerra con l'Italia divisa fra etica e bisogno: senza il gas russo scorte per quattro mesi

Davide Tabarelli

Per Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, senza il gas russo si potrà resistere “massimo 4 mesi”. Intervistato da Fanpage il dirigente ha affrontato temi imporranti come il prezzo degli idrocarburi in salita e soprattutto quello centrale per l’Italia che oggi sanziona la Russia guerrafondaia contro l’Ucraina: il gas.

Il 38% di quello utilizzato in Italia arriva infatti dalla Russia e il governo Draghi ha da poco decretato lo stato di preallarme. In merito Tabarelli ha detto: “Si tratta di un meccanismo automatico già previsto in passato, anche se in quei casi le interruzioni delle forniture dall’estero, e dalla Russia in particolare, sono state molto meno gravi”. E poi: “Noi non abbiamo molti spazi per migliorare le cose in Italia, siamo in una trappola.

Dichiarare lo stato di preallarme energetico vuol dire che ci sono dei grandi consumatori industriali che vengono pagati per essere interrotti in caso di necessità”.

Senza gas russo si resisterà quattro mesi

Poi Tabarelli ha spiegato meglio ancora: “Significa poi che c’è un meccanismo di ricorso alle scorte più veloce. Vuol dire inoltre che c’è la possibilità di ordinare ai sindaci di abbassare le temperature nei condomini e nelle abitazioni.

Questo potrebbe avvenire nei prossimi mesi. Dichiarare lo stato di preallarme significa di fatto prevedere un razionamento dei consumi di energia”.

Il flusso dalla Russia determinante per Italia ed Europa

L’idea di razionamento ovviamente induce a porsi domande sulla tempistica, cioè su quanto dureranno le scorte italiane. Ha spiegato il presidente Nomisma energia alludendo alla possibilità di includere nelle sanzioni a Mosca anche il pacchetto energia: “Se lo facessimo le scorte di gas basterebbero per alcuni mesi, poi non saremmo in grado di sopportare l’interruzione del flusso dalla Russia.

Non solo l’Italia, ma anche il resto d’Europa e gli Stati Uniti. Se lo interrompessimo sarebbe un cataclisma economico e sociale. Che non è nulla rispetto a quello che sta soffrendo la popolazione ucraina. Se si bloccassero i flussi di petrolio e gas da Mosca potremmo andare avanti per tre o quattro mesi, poi dovremmo cominciare a tagliare”.

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