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Perché il 9 maggio Putin festeggia un “quasi falso storico”

Una parata che trae origine da una vittoria non solo e non tutta dell'Urss, ecco perché il 9 maggio Putin festeggia un “quasi falso storico”

Stalin, Roosvelt e Churchill a Teheran nel 1943

Sul perché il 9 maggio Putin festeggi un “quasi falso storico” si è concentrato un bell’articolo del Mesaggero che magari con qualche forzatura di pancia rileva come il ruolo di Mosca nella fine del Secondo conflitto mondiale andrebbe non disconosciuto ma ridimensionato.

Il sunto sarebbe che anche al netto delle ingenti perdite russe Regno Unito ed Usa furono molto più determinanti e che l’Urss da un lato mise suggello alla fine del conflitto ma dall’altro ne era stata miccia all’inizio.

Il “falso storico” del 9 maggio

Stalin infatti facilitò l’avvio del conflitto con il patto Ribbentropp-Molotov per spartirsi la Polonia dopo il trattato di non aggressione del 23 agosto 1939.

Il paese venne spartito in due e l’Urss, come noto, incamerò anche Lettonia, Estonia e Lituania, poi attaccò la Finlandia in una guerra che ebbe come inviato italiano un giovane Indro Montanelli. Il sunto è che da quelle azioni poi partì l’attacco di Hitler all’Europa. Militarmente parlando l’articolo riconosce che l’invasione tedesca della Russia e la controffensiva dopo le batoste alla VI armata di Paulus a Stalingrado aprì un fronte immenso che tenne le armate tedesche impegnate.

Ruolo ed aiuti di Usa e Regno Unito

Tuttavia il teatro di guerra fu così immenso che anche il ruolo di Usa e Gb non andrebbe sminuito. In particolare l’ingresso in guerra della gigantesca macchina logistica Usa. Senza contare che, secondo l’articolo, proprio l’Urss riuscì a mettere la firma sulla sua riscossa proprio grazie agli aiuti occidentali. Il sunto è che Vladimir Putin avrebbe ben poco da festeggiare se non ci fosse stata quella coralità di intenti che 74 anni fa permise al suo paese di fregiarsi di un ruolo di vincitore che oggi andrebbe “disegnato meglio”.

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