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Perché la Russia non può essere espulsa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Le ragioni per cui la Russia non può essere espulsa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu risiedono del fatto che ne è membro permanente con facoltà di veto

Zelensky parla al Consiglio di Sicurezza dell'Onu

A volerla fare sintetica e brutale il perché la Russia non possa essere espulsa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu sta tutto nel fatto che la Russia ne fa parte e può decidere di “non essere cacciata” con un voto che le dà ragione procedurale di ferro.

Malgrado infatti le invocazioni di Volodymyr Zelensky proprio all’organismo che fa capo alle Nazioni Unite la procedura è tecnicamente impossibile per una serie di motivi. Motivi che trovano polpa nell’assetto che il mondo volle darsi non molto dopo la Seconda guerra mondiale, quando Mosca era “solo” uno degli attori più importanti della vittoria sul nazismo, se non il più importante di tutti.

Russia espulsa dal Consiglio di Sicurezza: molto difficile

Il Consiglio di Sicurezza non ha condannato l’aggressione russa e difficilmente lo farà.

Perché? Perché la nazione Russia è membra del Consiglio ed è uno dei cinque paesi ad avere il potere di veto sulle decisioni che il Consiglio prende, quindi se arriva una mozione contro Mosca Mosca ha facoltà di bocciarla e, avendola bocciata, di invalidarla perché il Consiglio si muove solo sul criterio dell’unanimità. Ecco perché quasi tutti gli esperti di diritto internazionale sono del parere che nessuna delle due opzioni sia davvero percorribile.

Quali opzioni? L’espulsione o la più morbida sospensione. Come spiega il Post, il Consiglio “può imporre sanzioni, autorizzare interventi armati e rimandare alcuni casi particolari alla Corte internazionale di giustizia, il principale tribunale dell’ONU”.

I cinque membri permanenti

“È composto dai rappresentanti di 15 stati membri, di cui 5 permanenti (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) e 10 a rotazione in base alla collocazione geografica”. Se venisse proprosta la sospensione o l’espulsione, le stesse andrebbero approvate da almeno due terzi dei membri dell’Assemblea Generale dell’Onu che poi rimanderebbe al Consiglio.

E lì i cinque membri permanenti hanno il diritto di porre il veto, quindi di non fare approvare faccende che risultino sgradite ad uno solo di loro. È la tara antichissima del bilanciamento perfetto di poteri e facoltà, tara che noi italiani conosciamo fin troppo bene, perché per cambiare le regole del gioco serve che il gioco sia fallace almeno in un punto, altrimenti se le cose vanno male si rimane incastrati anche quando il gioco si fa pericoloso per chi lo ha inventato.

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