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Perchè la Turchia collabora con i jihadisti Isis
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Perchè la Turchia collabora con i jihadisti Isis

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In un’intervista esclusiva con il giornalista Amberin Zaman di “The Economist“, Cemil Bayik, comandante anziano del partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) ha dichiarato di poter fornire una prova inconfutabile che la Turchia collabora con l’Isis.

Infatti, due giorni dopo che l’Isis aveva iniziato la campagna contro il villaggio di Kobani, secondo testimoni oculari, un treno turco si è fermato presso un villaggio vicino al confine con Tell Abyad (controllato dall’Isis) e ha scaricato armi e munizioni che sono state prelevate dall’Isis. Sempre durante questo periodo la vicenda degli ostaggi turchi detenuti dall’Isis a Mosul si è inaspettatamente risolta con il rilascio degli stessi.

Questi eventi sembrerebbero interconnessi. La Turchia ha poi aperto i cancelli del confine fra Mursitpinar e Kobani proprio quando l’Isis sparava razzi su Kobani e i villaggi circostanti per seminare panico tra la gente, col risultato che un gran numero di profughi si è riversato in Turchia.

Questo dimostrerebbe la collusione tra l’Isis e la Turchia.

Lo scopo di questa sarebbe di impedire che i curdi in Rojava ottengano uno status formale. Con questo esodo di massa la Turchia può infatti sostenere presso la comunità internazionale che la propria sicurezza è in pericolo e chiedere di istituire una zona cuscinetto.

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