×

Perché porta sfortuna essere in 13 a tavola?

Dal tradimento di Loki a quello di Giuda passando dai miti norreni al Cristianesimo: ecco perché porta sfortuna essere in 13 a tavola

Il celebre Cenacolo di Leonardo con Gesù e gli apostoli

Ce lo siamo chiesti in molti e spesso, a contare che gli italiani sono mediamente superstiziosi: perché porta sfortuna essere in 13 a tavola? L’origine di questa credenza rimanda all’ultima cena ed a un mito scandinavo precedente che vi avrebbe esportato il significato malefico di quel numero.

Il dato è che il numero 13, specie nel mondo anglosassone, è bandito e addirittura gli abitanti del Regno Unito per fare diga contro la malasorte e tavola tendono a mettere un gatto di porcellana per rappresentare il quattordicesimo ospite.

La sfortuna di essere in 13 a tavola

L’origine più comune e legata alla mistica del nostro paese è religiosa e cristiana: durante l’Ultima cena a contare anche Gesù i commensali erano tredici e sappiamo tutti come andò a finire grazie al tredicesimo che ovviamente era Giuda.

Tuttavia l’origine primeva di questa credenza è precedente al cristianesimo ed è scandinava, dato che fonda su un mito norreno molto poco conosciuto dalle nostre parti. 

L’origine scandinava prima di Gesù

Alessandro Petrazzi è molto esaustivo sul tema: “Il mito narra di un banchetto nel Valhalla al quale parteciparono 12 dei. Loki, la divinità del conflitto e del male, si presentò non invitata al banchetto portando il numero complessivo a 13; seguì uno scontro per espellere Loki nel quale Balder, il favorito degli dei, venne ucciso.

Dalla Scandinavia questo mitico racconto si diffuse in Europa fino alle coste del Mediterraneo ed entrò in contatto con i primi cristiani: Loki fu sostituito con Giuda e Balder con Cristo”. 

Contents.media
Ultima ora