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Perché porta sfortuna il pane capovolto a tavola?

Una chiara simbologia con la figura di Gesù e con il suo martirio ma non solo, c'è un altro motivo: perché porta sfortuna il pane capovolto a tavola?

Il pane capovolto a tavola è considerato simbolo di sfortuna

A molti di noi sarà capitato di incappare in questa terribile immagine considerata portatrice di iella: perché porta sfortuna il pane capovolto a tavola? La spiegazioni più comuni del “tremendo presagio”, o meglio, di una superstizione molto radicata in Europa meridionale ed in Italia traggono origine dal Cristianesimo e dalla Francia del tardo Medio Evo.

Il pane capovolto a tavola e la sfortuna

La prima spiegazione è quella empirica per cui il pane è per eccellenza assimilato al Corpo di Cristo, il che equivale a dare una connotazione negativa al fatto di porgere o collocare il “corpo di Cristo” a testa in giù. La seconda spiegazione è più storica e trae origine dal sovrano francese Carlo VII. Il re non era immune da repressioni violente ed ordinò moltissime esecuzioni capitali, affidandole a frotte di boia reclultati fra gli stessi cittadini che, prima dell’invenzione della ghigliottina, usavano l’ascia.

I boia e la protesta dei fornai

I fornai iniziarono perciò ad impastare le pagnotte per i boia con materiali di scarto e a volte con calcina, e per distinguerle da quelle fragranti le appoggiavano sulle tavole capovolte, nacque così il “pane del boia”, che essendo associato alla morte ovviamente diventò un simbolo di sfortuna nera. L’usanza arrivò in Italia e rimase fino all’epoca di Re Francesco di Borbone, il superstiziosissimo “Franceschiello” che del pane capovolto aveva un sacro terrore.

Gli stessi boia, dopo essere diventati simbolo delle lunghe mani insanguinate dei re troppo spicci, furono costretti a all’anonimato e ad indossare il cappuccio che li contraddistingue nell’iconografia del Settecento e dell’Ottocento.

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