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Perché Zelensky ha paragonato Mariupol a Genova, le due città “martiri”

Un tragico destino di comunanza con il capoluogo ligure che fra il 1940 ed il '45 fu bombardata: perché Zelensky ha paragonato Mariupol a Genova

Volodymyr Zelensky si rivolge alle Camere italiane

Non è difficile capire perché Volodymyr Zelensky abbia paragonato Mariupol a Genova: sono entrambe due città “martiri” di guerra, hanno quasi gli stessi abitanti e sono accomunate da una vocazione marinara che le fa archetipi assoluti di quel campo. Le analogie storiche, culturali, commerciali e perfino urbanistiche fra i due centri sono emerse dopo il discorso del presidente ucraino alle Camere, discorso in cui Zelensky ha creato un raffronto immaginifico che purtroppo per Genova tanto immaginifico non lo è.

Zelensky ha paragonato Mariupol a Genova

Ha detto Zelensky nel suo discorso alle Camere riunite: “A Mariupol non c’è più niente, solo rovine. Immaginate la vostra Genova completamente bruciata, dove gli spari non smettono neppure un minuto; immaginate da Genova la fuga di persone che scappano in pullman per stare al sicuro”. E quel parallelo ha purtroppo elementi di veridicità che non stanno solo nella comune posizione di affaccio sul mare delle due città, Genova su quello Ligure e Mariupol su quello d’Azov.

Né lo è per il fatto aggiuntivo che hanno più o meno lo stesso numero di abitanti, con 446mila nella città ucraina e circa 600mila nel capoluogo ligure.

Storia comune e stessa tragedia

Genova sa bene cosa significhi “essere come Mariupol” perché tra il 1940 e il 1945 anch’essa subì pesanti bombardamenti. Ne subì di aerei e dal mare che danneggiarono o distrussero 11mila edifici, rasero al suolo il porto e fecero 2mila vittime civili.

In più Mariupol è anche gemellata dagli anni ’90 con un’altra città ligure, Savona. In città pare ci sia un cinema che porta proprio il nome della città.

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