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Pergocrema: si profila un futuro ridimensionato

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Voltini

E’ trascorsa ormai quasi una settimana da quella che da più parti era stata indicata come la data della svolta.

Ed invece altri sette giorni sono passati all’insegna della totale incertezza per il Pergocrema di Manolo Bucci: la squadra risulta a tutti gli effetti iscritta alla prossima Prima Divisione ma al momento questa è l’unica certezza. L’attesissimo incontro di lunedì tra il presidente e la cordata friulana non solo non ha dato i frutti sperati ma ha portato ad un’ulteriore erosione all’interno del gruppo degli acquirenti, scesi da tre a due elementi, mentre non trova riscontri la voce legata ad un possibile interessamento di Ermanno Pieroni.

Intanto manca il nome dell’allenatore, la sede e la data del ritiro e soprattutto la programmazione del mercato: insomma una società fantasma, con appena cinque giocatori sotto contratto.

Oggi i tifosi sono fermi alla piccola grande speranza che hanno iniziato a coltivare lunedì scorso, allorchè Bucci ha deciso di non ritirare l’iscrizione regolarmente effettuata, come annunciato in conferenza stampa dall’assessore Borghetti. Una mossa tesa anche a tutelare gli interessi dell’imprenditore romano, che ha tirato fuori di tasca propria i denari (leggi fidejussione e pagamento degli stipendi arretrati) per evitare quantomeno la scomparsa del club.

Ma l’assenza in conferenza dello stesso Bucci non lascia tranquilli: perché non presentarsi e spiegare lo stato dell’arte pure in un contesto tutt’altro che favorevole? Il silenzio è inquietante e non può essere inteso solo come la volontà di non condizionare la delicata trattativa.

La cui riuscita, va detto, rappresenta l’unica reale speranza di sopravvivenza del club: perché al momento non si è registrata alcuna altra manifestazione d’interesse e perché Bucci ha già ribadito più volte di non potersi permettere i costi di gestione di un altro campionato di Prima Divisione.

E’ quindi interesse di tutti che l’affare vada in porto: di Bucci, dei tifosi del Pergo ma pure della Lega Pro, perché in caso contrario il rischio concreto è quello di veder scendere in campo al Voltini una squadra di soli giovani se non giovanissimi, condannata fin dall’inizio alla retrocessione e potenzialmente in grado di falsare il campionato.

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