Pesce d'Aprile di Pizzarotti: "Mi vogliono come premier"
Pesce d’Aprile di Pizzarotti: “Mi vogliono come premier”
Politica

Pesce d’Aprile di Pizzarotti: “Mi vogliono come premier”

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Pizzarotti ha scritto che Di Maio e Salvini lo vorrebbero premier, ma è uno scherzo ideato dello stesso sindaco di Parma.

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma al suo secondo mandato, ha pubblicato su Facebook un post ironico nel quale ha sostenuto che Di Maio e Salvini lo vorrebbero come Presidente del Consiglio. Un pesce d’Aprile particolare che però tanti hanno preso sul serio.

Il post di Pizzarotti

Era evidente, dal tono ironico del post, che fosse uno scherzo; d’altronde oggi è il 1° aprile. Eppure in tanti ci sono cascati e hanno creduto che Federico Pizzarotti potesse essere il futuro Presidente del Consiglio proposto da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. In vista di un possibile governo tra Movimento 5 Stelle e Lega, il sindaco di Parma potrebbe essere la figura adatta a mediare tra i due partiti? A quanto pare in molti pensano possa essere così, considerando che il post ha collezionato oltre 500 condivisioni, centinaia di commenti e migliaia di “like”. D’altra parte, tale successo può anche un essere un semplice segno di simpatia verso il sindaco della città emiliana.

Ecco quanto scritto da Pizzarotti: “Per trasparenza e onestà intellettuale vorrei rendere pubblico il contenuto di un messaggio che mi è arrivato ieri sera tardi nella casella di posta elettronica. Spero che chi me l’ha inviato non se ne abbia a male”. Poi si entra ‘nel vivo’: “Ho ricevuto, verso le 23.30, una email da Luigi Di Maio, con firma congiunta di Matteo Salvini, in cui si chiede esplicitamente la mia disponibilità ad accettare l’incarico di capo di un governo di coalizione tra Lega e 5 Stelle. Ho risposto che prima avrei sentito mia moglie, ma lei non è molto dell’idea. Farò sapere a entrambi finite le feste”.

Un rapporto burrascoso

Una cosa è certa: a Pizzarotti non manca il tempismo. Tra pochi giorni, infatti, il Presidente della Repubblica inizierà le consultazioni tra le varie forze politiche presenti in Parlamento. Negli ultimi tempi e visti i risultati delle elezioni dello scorso 5 marzo, molti osservatori ritengono probabile una convergenza tra M5S e Lega.

L’intesa non è da dare per scontata. E ancora meno scontato è il nome di Pizzarotti, il quale ha avuto un rapporto ricco di contrasti con il M5S. La partenza era stata diversa: il 21 maggio 2012 il giovane informatico è il primo militante del Movimento 5 Stelle a essere eletto sindaco, di Parma in questo caso. Le frizioni con il movimento però iniziano presto, dato che Pizzarotti non può mantenere la promessa, fatta durante la campagna elettorale, di evitare la costruzione di un nuovo inceneritore. Il 7 dicembre 2014 organizza inoltre un convegno politico aperto ai parlamentari, agli eurodeputati, ai consiglieri comunali, ai militanti e persino agli espulsi- ed è questo che gli attira le critiche della leadership del 5 Stelle- grillini; con l’indagine per abuso d’ufficio (archiviata nel 2016), le frizioni arrivano a un punto di non ritorno e Pizzarotti è sospeso dal Movimento e in seguito lo lascia di propria iniziativa.

Rieletto come primo cittadino- in una lista civica- a Parma il 25 giugno 2017 è attivo in quello che è stato denominato il ‘partito dei sindaci’ e che ha iniziato a darsi una struttura il 3 dicembre 2017: in questa data è stato fondato “L’Italia in Comune”. Il nuovo movimento politico, che non si è presentato alle recenti elezioni, ha l’ambizione di costruire una nuova classe dirigente nazionale per governare l’Italia partendo dall’esperienza degli amministratori locali.

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