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Pesce d’aprile, qual è l’origine e perché si chiama così?

Con l'inizio del nuovo mese si festeggia anche il pesce d'aprile, ma qual è l'origine della giornata all'insegna degli scherzi e perché si chiama così?

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Il pesce d’aprile è una giornata all’insegna degli scherzi. Sorrisi, battute, bugie divertenti, fino a strambe etichette appiccicate di nascosto sulla schiena: qual è l’origine del pesce d’aprile e perché si chiama così?

Pesce d’aprile, l’origine del nome

L’1 aprile è d’obbligo il cosiddetto “pesce d’aprile”, la cui origine è più antica di quanto si possa immaginare.

Scherzi a non finire e poi un’esclamazione comune: “Pesce d’aprile!”. Ma cosa significa davvero e qual è la storia di questa giornata all’insegna del divertimento e dell’ironia? Le sue origini non sono certe, ma nel tempo si sono susseguite diverse teorie. Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, nel 1582, il Capodanno era celebrato tra il 25 marzo (che in passato corrispondeva all’equinozio di primavera) e l’1 aprile.

Forse, in seguito al cambiamento di calendario, non tutti si abituarono alla modifica e vennero quindi soprannominati gli “sciocchi d’aprile”. Sarebbe questa una prima ipotesi particolarmente accreditata legata alle origini della festa.

Ma perché proprio il pesce? Il significato è facilmente intuibile: i pesci abboccano facilmente all’amo, proprio come le vittime degli scherzi “abboccano” alla presa in giro. Talvolta però, non cascarci è un’ardua impresa: i più fantasiosi sanno sbizzarrirsi con scherzi grandiosi.

La storia del pesce d’aprile

In Europa, i festeggiamenti del primo d’aprile cominciarono a diffondersi verso la fine del 1500, pochi anni dopo l’adozione del nuovo calendario Gregoriano. la leggenda vuole che molti francesi, chi contrario al cambiamento e chi sbadato, continuassero a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi. Alcuni burloni iniziarono così a prendersi gioco di loro, facendo regali assurdi o vuoti, spesso durante feste inesistenti.

Talvolta, all’interno del finto regalo, si poteva trovare un biglietto con scritto “poisson d’avril”, che in francese significa proprio “pesce d’aprile”.

In Italia, invece, l’usanza dell’1 aprile è relativamente più recente, da datare tra il 1860 e il 1880. La prima città ad accogliere l’abitudine francese fu Genova, il cui porto è da sempre crocevia di storie, culture e tradizioni. I primi ad appassionarsi al pesce d’aprile pare fossero i ceti medio-alti. Solo più tardi la tradizione si diffuse anche tra il resto della popolazione.

Pesce d’aprile nel mondo

Paese che vai, usanza che trovi: in ogni parte del mondo per il pesce d’aprile ci sono abitudini diverse.

Non molto differente dall’Italia, in Germania si festeggia “Aprilscherz”, cioè lo “scherzo d’aprile”. Nei Paesi anglofoni, invece, si chiama “April fool’s day”, ovvero “Il giorno dello sciocco d’aprile”, dove il termine “fool” fa riferimento al giullare delle corti medioevali. Nella Scozia delle Highlands il pesce d’aprile dura addirittura due giorni. Il secondo è il “Taily Day”, quando i più burloni attaccano sulla schiena dei malcapitati un cartello con la scritta “kick me!”, cioè “dammi un calcio”.

Usanza diversa in Portogallo, dove la domenica e il lunedì prima della Quaresima sono dedicati agli scherzi e l’abitudine è quella di gettare interi pacchi di farina sugli amici.

Anche l’India ha il suo pesce d’aprile, che si festeggia però con un giorno di anticipo, il 31 marzo. Per l’occasione si celebra la festa Huli.

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