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Pestaggio ai danni di un detenuto: 6 agenti ai domiciliari

Carcere

Sei agenti della polizia penitenziaria in servizio a Reggio Calabria sono finiti ai domiciliari per un pestaggio ai danni di un detenuto.

A Reggio Calabria sei agenti della polizia penitenziaria sono finiti ai domiciliari a causa di un pestaggio ai danni di un detenuto.

Le accuse sono di tortura e lesioni personali aggravate.

Pestaggio ai danni di un detenuto: 6 agenti ai domiciliari

Sei agenti della polizia penitenziaria in servizio a Reggio Calabria sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Le accuse contestate sono tortura e lesioni personali aggravate ai danni di un detenuto dell’Istituto Penitenziario Panzera. Tra questi c’è anche il comandante della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Reggio Calabria.

Per altri due indagati è stata disposta la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio. Gli agenti avrebbero condotto illegalmente il detenuto in una cella di isolamento, utilizzando condotte violente e di sopraffazione fisica infliggendo sofferenze fisiche al detenuto. 

Sei agenti agli arresti domiciliari

I sei agenti sono finiti agli arresti domiciliari per aver torturato e picchiato un detenuto napoletano, ritenuto un esponente di spicco della camorra. I fatti contestati agli indagati risalgono al 22 gennaio 2022.

Il detenuto aveva messo in atto una protesta, rifiutandosi di far rientro nella cella dopo aver usufruito del previsto passeggio esterno. La reazione degli agenti è stata violentissima. Il giovane detenuto è stato ripetutamente colpito con i manganelli e con pugni. Gli agenti lo hanno fatto spogliare lasciandolo seminudo per oltre due ore nella cella di isolamento dove era stato condotto.