Piazza Pulita: cosa è successo nella seconda puntata
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Piazza Pulita: cosa è successo nella seconda puntata

Piazza Pulita
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Tutta sul referendum costituzionale la seconda puntata di Piazza Pulita, condotta da Corrado Formigli su La7. Il no è in testa

Non poteva che essere il referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo il tema centrale della discussione di Piazza Pulita, talk Show in onda su La7 e condotto da Corrado Formigli.

Nel corso della puntata è stato mostrato un sondaggio sul referendum. Dalla tabella andata in onda si apprende che a settembre i no sono al 51,5% e i sì al 48,5%.

Dopo i saluti e la presentazione del conduttore Formigli, si comincia con l’immancabile servizio sul referendum in cui si illustrano le ragioni del sì e del no. Pierluigi Bersani è in studio e parte subito all’attacco. Spiega che lui è disposto a votare sì solo se cambia l’impianto dell’Italicum (il che significa che voterà no) ma che non ci sono più i tempi tecnici per farlo. In sostanza chiedeva l’elezione diretta dei membri del Senato.

Con ironia Bersani aggiunge che non c’è ragione che cada il governo perché dopo il referendum saremo messi come il giorno prima.

Inoltre, l’ex segretario del Pd ha criticato il quesito sostenendo che ci voleva un titolo più semplice.

A Bersani fa eco l’ex-direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Il giornalista spiega a Formigli che Renzi non si dimetterà se vince il no e auspica una campagna più depoliticizzata possibile sul tema. Inoltre, De Bortoli ha chiesto anche che sia fatta chiarezza sul coinvolgimento della J.P. Morgan nella campagna referendaria.

Interviene nel dibattito anche Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald. Secondo il manager le imprese multinazionali sono spaventate dall’idea di una vittoria del no perché dà l’immagine di un Paese che non sa rinnovarsi. Risponde Bersani: “Ma come potete pensare che questo referendum porti una soluzione di qualche genere sul campo politico e economico?”.

Nel corso della trasmissione è stato fatto un collegamento con il comizio di Matteo Renzi a Firenze. Poi si passa a parlare di economia.

Bersani critica la scelta di abbandonare l’Imu e, alla domanda di Formigli, risponde che se fosse stato premier avrebbe insistito su un alleggerimento dell’Iva per rilanciare i consumi. Inoltre ha definito umilianti i voucher per i giovani.

Un servizio mostra che i contratti di lavoro cosiddetti stabili sono in calo nonostante l’Istat dica che gli occupati sono in aumento. Qualcuno commenta se si contano anche quelli che hanno lavorato un’ora a settimana.

Infime si conclude con l’argomento Roma e il governo dei 5 Stelle. La Sarti intervistata sostiene che non c’è alcuna paralisi.

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