×

Picchia la collega con una stecca di cioccolato da un kg, perde il lavoro ma evita il processo 

Picchia la collega con una stecca di cioccolato da un kg, operaia perde il lavoro ma evita il processo con i lavori di pubblica utilità

Ciccolato usato come "arma"

Picchia la collega con una stecca di cioccolato da un kg durante una furibonda lite, un’operaia perde il lavoro ma evita il processo grazie all’istituto procedurale della messa in prova. Dicono che il cioccolato faccia bene alla memoria ma non deve essere stato il caso della vittima dell’operaia in questione.

Vittima che era collega dell’ex imputata e che il 22 novembre 2018 venne colpita da questa con una gorssa stecca di cioccolato fondente dal peso di un chilo. 

Operaia picchia la collega con una stecca di cioccolato: la furiosa lite del 2018

Ma perché si era arrivati ad usare quell’arma impropria originariamente deputata a dare dolcezza e non certo “bozzi” sul cranio? La lite era avvenuta presso un’azienda, neanche a dirlo, di cioccolata, la Laica di Arona, e la donna residente a Bellinzago  che aveva aggredito la collega all’epoca era un’operaia di quell’azienda.

Lo storico della vicenda racconta che durante una manifestazione pubblica dedicata al cioccolato le due operaie avevano cominciato a discutere animatamente e che una di esse aveva brandito la stecca per calarla sul capo dell’avversaria. 

Picchia la collega con una stecca di cioccolato da un kg e la spedisce in ospedale

La vittima ne era uscita con un trauma cranico ed un dente rotto, l’offender con una denuncia dei carabinieri per lesioni volontarie.

In sede giudiziaria l’indagata aveva chiesto la messa in prova, che il gip del tribunale di Verbania le aveva concesso. In buona sostanza i legali della donna, avvocati Marcello Picchio e Alessandro Brustia del foro di Novara, avevano utilizzato una precisa facoltà procedurale.

Picchia la collega con una stecca di cioccolato e va ai lavori socialmente utili

E sulla scorta di quella “possibilità” avevano ottenuto che la loro assistita scontasse un periodo di lavori socialmente utili senza andare sotto processo ed essere quindi destinataria di una condanna pressoché certa.

Il 24 giugno il Gip aveva dato disco verde e dato l’esito positivo ha disposto in “non luogo a procedere”.  Che significa? Che la donna, che era stata licenziata, almeno non vedrà la sua fedina penale “sporcata” da una condanna per un reato che s’intende estinto. La soluzione giudiziaria ha messo la donna in condizioni di evitare che al danno del licenziamento si unisse la beffa di una condanna che le avrebbe reso molto difficile trovare un nuovo lavoro.

Contents.media
Ultima ora