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Piccolo grande amore, il primo film con Raoul Bova protagonista

“Piccolo grande amore” è il primo film da protagonista di Raoul Bova. Una favola moderna e classica nel segno del romanticismo. Una carriera tutta in salita per l’attore italiano che ha all’attivo tantissimi film e serie tv.

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Una favola moderna, un titolo che evoca una celebre canzone di Claudio Baglioni, due giovani e bellissimi attori, l’amore vero che trionfa dopo varie peripezie: questi gli elementi del film sentimentale “Piccolo grande amore” diretto nel 1993 da Carlo Vanzina.

Tutte le donne italiane ricordano questa pellicola come l’esordio del noto e affascinante attore Raoul Bova, per la prima volta nel ruolo di protagonista. Affianco a lui come co-protagonista vi era, al suo primo film, l’attrice olandese Barbara Snellenburg, nota per aver interpretato successivamente la giovane vicina di “Casa Vianello”. La storia è ambientata in un villaggio turistico della Sardegna con alcune scene girate a Vienna.

La trama

Massimiliano, principe di un piccolo stato europeo, il Liechtenhaus, si ritrova in una catastrofe finanziaria e decide di dare in moglie la giovanissima e bella figlia Sofia a Federico, figlio della Regina di Sassonia.

Ma Sofia è innamorata del campione di tennis Botero e scappa di casa rifugiandosi in un villaggio turistico della Sardegna. Qui la principessa diventa per tutti la barista Lisa e si innamora Marco, un giovane maestro di windsurf. Nel frattempo il conte Otto, cognato di Massimiliano oltre che ministro, tratta con un finanziere americano per installare nel principato casinò e fast food dietro lauto compenso.

Qualcuna, gelosa e innamorata di Marco, si accorge dell’inganno di Luisa e informa il padre della ragazza della sua presenza sulla Costa Smeralda.

A questo punto Otto, che ha intercettato la telefonata, in accordo con la moglie fa rapire Sofia da dei delinquenti locali per costringere il cognato a firmare l’accordo finanziario. Per fortuna Marco libera la giovane, che però crede che sia stato proprio lui a tradirla e a venderla. Decisa ormai a sposare senza amore Federico di Sassonia, Sofia ritorna a casa. Il giovane Marco, però, non si arrende: riesce a smascherare il conte Otto e la moglie che vengono arrestati e così finalmente Sofia e Marco possono sposarsi.

La carriera di Raoul Bova

Raoul Bova ha al suo attivo una lunga e florida carriera da sex symbol della televisione e del cinema italiano. L’attore ed ex nuotatore nasce a Roma il 14 agosto del 1971 da genitori di origini calabresi e campane. Da ragazzo intraprende la carriera sportiva, che però ben presto si rivela avara di successi, spingendolo così ad abbandonare l’agonismo.

Gli esordi

Al cinema esordisce sul grande schermo nel 1992 con una piccola parte nel film “Mutande pazze” per la regia di Roberto D’Agostino. Nello stesso anno lavora a una miniserie tv di RaiUno “Una storia italiana”, che racconta la biografia dei fratelli Abbagnale, campioni del canottaggio italiano. L’anno successivo è quello della svolta, il giovane Raoul ottiene il primo ruolo da protagonista proprio con “Piccolo grande amore” diretto da Carlo Vanzina.

Il filone poliziesco

Negli anni Novanta, Bova intraprende il filone poliziesco che lo accompagnerà per tutta la carriera fino ad oggi. Comincia nel 1996 con “Palermo Milano solo andata”, in cui interpreta il commissario Nino Di Venanzio, ruolo che gli regala popolarità e successo a livello nazionale e internazionale. È poi il vice commissario Breda nella fiction “La piovra 7 – Indagine sulla morte del commissario Cattani”, e successivamente è il capitano dei carabinieri Roberto di Stefano in “Ultimo”, serie televisiva del 1998, e nel sequel “Ultimo – La sfida” del 1999.

Dopo dieci anni, nel 2009, è invece protagonista nel film-documentario “Sbirri” per la cui realizzazione l’attore ha trascorso un mese con le forse dell’ordine ad assistere ad arresti e retate, soprattutto per reati di droga a Milano. Sempre nel 2009 è Marco Tancredi nella miniserie di Canale 5 “Intelligence – Servizi & segreti” e torna anche nei panni di Ultimo nel quarto episodio “Ultimo – L’occhio del falco”. Nel 2004 è ancora protagonista della miniserie tv “Ultimo – L’infiltrato”, sotto la regia di Michele Soavi. Infine, nell’autunno del 2007, Raoul ritorna al cinema nel sequel di Claudio Fragasso “Milano Palermo – Il ritorno”.

L’esperienza negli Usa

L’attore è noto anche al cinema americano. Nel 2002 recita in “Avenging Angelo” con Sylvester Stallone, l’anno dopo si trova in “Sotto al sole della Toscana” al fianco di Diane Lane e nel 2004 è co-protagonista in “Alien vs Predator”. Dopo una pausa di due anni, nel 2006, esordisce nella serie tv USA “A proposito di Brian” e nel 2007 affianca Michael Keaton nel telefilm USA “The Company”. Raoul Bova ha ricoperto anche una piccola parte nel film “The Tourist” con protagonisti Angelina Jolie e Johnny Depp.

Altri film

Raoul Bova ha, però, interpretato anche tanti altri ruoli all’interno della commedia e del cinema italiano. Per il grande schermo si ricorda “La finestra di fronte” di Ferzan Özpetek e il film, campione di incassi, “Scusa ma ti chiamo amore” di Federico Moccia e tratto da un omonimo libro dello stess0 regista. Altro ruolo importante è quello in “Baarìa” del regista premio oscar Giuseppe Tornatore. Come film più leggeri e recenti della commedia italiana in cui l’attore ha preso parte, si ricorda “Immaturi” ed il sequel “Immaturi – Il viaggio” (dove conosce la sua attuale compagna Rocio Muñoz Morales), “Nessuno mi può giudicare”, “Viva l’Italia” con Michele Placido, “Buongiorno papà” diretto dal collega Edoardo Leo e “Torno indietro e cambio vita” diretto nuovamente da Carlo Vanzina come ai suoi inizi.

Per la televisione, invece, interpreta Alessandro Dominici nella mini-fiction “Come un delfino” del 2011, storia ispirata all’ex nuotatore Domenico Fioravanti che ha dovuto smettere di gareggiare per problemi cardiaci. Nel 2013, grazie a questa miniserie, esordisce come regista in “Come un delfino – la serie”, dove interpreta sempre lo stesso ruolo.

L’impegno sociale

Nel corso della sua vita Raoul Bova si è anche molto impegnato nel sociale: più volte ha preso parte al Derby del cuore e ha creato la Fondazione Ultimo Onlus in favore del Parco della Mistica, con lo scopo di contrastare l’attività della criminalità organizzata e promuovere la legalità.

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