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Pisa, adottano bambini stranieri e trovano scritte razziste sul proprio furgone

Pisa, dopo aver adottato due bambini stranieri, due genitori hanno trovato una scritta razzista sul loro furgone.

Mani

Una coppia di Pisa aveva adottato due bambini stranieri. Qualche anno dopo sul loro furgone hanno trovato una scritta razzista. I genitori dei piccoli hanno risposto alla reazione da parte di ignoti tramite un post su Facebook. La coppia, dopo aver fotografato la scritta (come riferisce il Tirreno), ha dichiarato sul social network: “Stamani sul furgone abbiamo trovata questa scritta.

Ma l’autore/autrice pensa di avere scritto un’offesa? Siete miseri, penosi e razzistelli vigliacchi”. I coniugi hanno deciso di non andare oltre, limitandosi solamente a rendere noto l’episodio di razzismo subito. 

Pisa, la scritta razzista dopo l’adozione di due bambini stranieri

Due coniugi di Pisa avevano adottato due bambini di colore. La coppia si è in seguito ritrovata sul furgone una scritta di cattivissimo gusto, di natura puramente razzista,volta ad attaccare l’adozione da parte dei due coniugi dei due bimbi innocenti, per l’unica “colpa” di essere stranieri.

Una scritta fatta con il dito sulla vernice verde della vettura. Uno scherzo, si poteva pensare, se non fosse che il messaggio da parte dell’autore (o degli autori) anonimo sia molto pesante. Sul furgone della coppia era scritta a caratteri maiuscoli la parola “N***i”. Un insulto di certo non casuale, ma rivolto palesemente ai due bimbi di origine africana, che sono figli della coppia oramai da diversi anni e che frequentano le scuole della città. 

Foto rimossa

Il gesto razzista ha amareggiato non poco i genitori adottivi dei bambini, i quali hanno deciso di terstimoniare l’accaduto su Facebook. La foto della scritta è stata inizialmente postata sui social dalla coppia, per poi essere rimossa alcune ore dopo. L’intenzione dei due coniugi era solamente quella di testimoniare quanto avvenuto. La coppia non avrebbe intenzione di sporgere denuncia formale alle forze dell’ordine, ma limitarsi, almeno per ora, a evidenziare l’insulto razzista ricevuto.

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