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Platamona, si lotta per salvare la spiaggia

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platamona

La spiaggia di Platamona rischia grosso. Invasa dalla marea di catrame causata dal disasatro ambientale che domenica scorsa ha colpito il litorale del nord ovest della Sardegna, la spiaggia sassarese rischia di venire rovinata irrimediabilmente. Nel frattempo si continua a lavorare per cercare di ripulire gli arenili e il mare dalla chiazza di olio che ha invaso il golfo dell’Asinara. Con gli autospurgo, sulla banchina dove è avvenuto lo sversamento, si stanno svuotando le vasche dove era raccolto l’olio bloccato all’interno del bacino.

Intanto l’aereo della guardia costiera che nella giornata di ieri avrebbe dovuto sorvolare la zona colpita dal disastro per delimitare meglio l’area interessata ha ricevuto il dietro front e l’operazione è stata rinviata.
Priorita’ in questo momento viene data alla pulizia del litorale e del mare, poi ci si potrà concentrare sulle cause e le responsabilità del riversamento a Fiume Santo dell’olio combustibile denso che rischia di rovinare tante belle spiagge del sassarese.

Nel mare e’ al lavoro un mezzo antinquinamento che aspira l’olio e su tutto il litorale fra Porto Torres e Marritza squadre di operari sono al lavoro per rimuovere l’olio raggrumato che ha già raggiunto le spiagge.

Nel frattempo, una gigantesca balena fatta di buste di plastica, spiaggiata e agonizzante sul bagnasciuga di Platamona, è stata realizzata gli artisti dell’ex-Q, insieme al circolo di Rifondazione Comunista Utalabì, per esprimere rabbia, partecipazione, protesta contro il danno ecologico provocato dalla fuoriuscita di combustibile.

Una vittima simbolica della “marea nera” che ha provocato un’enorme moria di pesci e inquinato il litorale fino a Castelsardo.

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