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Plusvalenze Juve, chiesti 12 mesi di inibizione per Agnelli

È iniziato il processo davanti al Tribunale federale per le plusvalenze da parte di Juve e altri club italiani: per Agnelli chiesto un anno di inibizione

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È ufficialmente iniziato il processo davanti al Tribunale federale per le plusvalenze falsate da parte di Juve e altri club italiani: per Andrea Agnelli sono stati chiesti 12 mesi di inibizione.

Il processo per i casi di plusvalenze falsate

Nella mattina di oggi, martedì 12 aprile, è andato in scena il primo atto del processo per plusvalenze fittizie ai danni di Juventus e altri club di calcio italiani.

In particolare, la Procura federale ha richiesto sospensioni pesanti per tutto l’ambiente dirigenziale bianconero.

Per Paratici, firmatario di 32 contratti con valutazioni giudicate gonfiate, sono stati chiesti 16 mesi e 10 giorni di inibizione; per Cherubini 6 mesi e 20 giorni; per il presidente Andrea Agnelli 12 mesi; per Nedved e gran parte del Cda della Juve 8 mesi. Inoltre, per la società è stata chiesta una multa di 800mila euro.

Le plusvalenze degli altri club italiani

Non solo Juventus: anche altre grandi società italiane sono coinvolte in questa maxi-inchiesta. Per quanto riguarda il Napoli, chiesti 11 mesi e 5 giorni per il presidente De Laurentiis e 329mila euro di ammenda per il club. Anche i dirigenti di Empoli, Genoa e Sampdoria rischiano multe e squalifiche.

Possono tirare un sospiro di sollievo i tifosi di Parma e Pisa. Ai due club di Serie B nell’atto di deferimento era contestato anche il comma 2 dell’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva, che prevede la possibilità di punti di penalizzazione o addirittura di retrocessione o di esclusione dal campionato.

Tuttavia, il procuratore Giuseppe Chiné ha considerato il cambio delle proprietà dei club come un’attenuante e chiesto solo due ammende: di 338mila per il Parma e di 90mila per il Pisa.

Le prossime tappe del processo

Il processo andrà avanti giovedì e venerdì, e le sentenze verrano probabilmente emesse subito dopo Pasqua. I tempi sono particolarmente veloci grazie al nuovo Codice di giustizia sportiva varato dalla Federcalcio: dopo il primo grado, la sentenza della Corte sportiva d’appello è attesa già per la fine della stagione sportiva, per poi attendere l’ultimo grado sportivo, davanti al Collegio di garanzia presso il Coni.

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