> > Pnrr, Toti: 'Tireremo somme a fine anno, serve cambio di regole e mental...

Pnrr, Toti: 'Tireremo somme a fine anno, serve cambio di regole e mentalità'

default featured image 3 1200x900

Milano, 5 dic. (Labitalia) - “Alla fine dell’anno si potrà valutare i progressi fatti per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non si tratta certo di qualcosa di facile e scontato. Stiamo parlando di riuscire a spendere 200 miliardi di euro aggiuntivi rispet...

Milano, 5 dic.

(Labitalia) – “Alla fine dell’anno si potrà valutare i progressi fatti per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non si tratta certo di qualcosa di facile e scontato. Stiamo parlando di riuscire a spendere 200 miliardi di euro aggiuntivi rispetto a quanto già stanziato dal governo con debito e fondi dello Stato italiano, in un lasso di tempo in cui normalmente una pubblica amministrazione riesce a malapena a fare un progetto esecutivo, guardando ai tempi di realizzazione di grandi progetti strategici del Paese”.

Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Liguria, a margine della prima delle due giornate del Festival delle Regioni, organizzato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per valorizzare la ricchezza, l’identità e la specificità dei territori italiani.

“È quindi chiaro – ha continuato Toti – che se non si verifica un cambio di passo, non sarà facile spenderli tutti. Bisogna darsi delle regole, semplificare e imparare. Magari qualcuno vorrà venire a Genova, dove qualcosa in tempi rapidi lo abbiamo fatto.

Oltre alle regole poi, occorre anche un’assunzione di responsabilità da parte delle classi dirigenti, della pubblica amministrazione, dei governanti, dei sindacati e delle regioni. Credo che ci sia la possibilità di fare bene, ma per riuscirci serve un cambiamento di regole e di mentalità”.

Interrogato dai giornalisti sulla delicata questione del dissesto idrogeologico, il governatore della Liguria ha spiegato che nella sua regione si sono già presi provvedimenti: “Abbiamo messo in sicurezza i corsi d’acqua, abbiamo fatto i lavori di difesa del suolo, anche quelli più piccoli, abbiamo tracciato la mappatura del rischio, che consente di avvertire per tempo i cittadini che vivono in zone particolarmente sensibili.

Inoltre, ci appartengono una forte cultura della protezione civile, materia di studio nelle nostre scuole, della percezione del pericolo e dell’ambientalismo, da noi interpretato con la realizzazione di opere concrete e non come un restare a guardare”.